Capture One: il pannello Dettagli


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Il Diavolo, oltre a vestire Prada, è nei dettagli. E l’omonimo pannello di C1 ci aiuta a prendercene cura, offrendoci alcuni strumenti dedicati alla gestione dei dettagli presenti nelle nostre immagini.
Vediamoli uno per uno, come mostrati nella configurazione predefinita del programma.

Navigatore
Questo strumento mostra una piccola anteprima della foto e consente, appunto, di “navigarla”: si può selezionare il rapporto d’ingrandimento (fino al 400%) del Visore e poi, trascinando il quadratino bianco nell’anteprima, scorrere le varie aree della foto.

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Un altro modo per analizzare al volo il livello di dettaglio delle immagini è usare il Lentino, richiamabile dalla barra degli strumenti o con la lettera P:

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Usando il lentino, si può mantenere l’intero fotogramma nel Visore (quindi come livello di zoom si imposta “Adatta”) e poi, cliccando in un punto, si apre un ingrandimento dell’area su cui si è cliccato. Si può scegliere sia la dimensione del lentino (quindi l’area da coprire) che il livello di ingrandimento della parte ingrandita.

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Fuoco
e Nitidezza
Di questi strumenti si parla in questo articolo.

Riduzione Rumore
La Riduzione del Rumore (Noise Reduction) in C1 consente di intervenire su quattro parametri, ed agisce sia sul rumore di luminanza (cursore Luminanza) che su quello cromatico (cursore Colore). Il cursore Dettagli consente di recuperare i dettagli persi in seguito alla riduzione del rumore di luminanza: andando oltre 50, si incrementa il microdettaglio, recuperando un po’ di dettaglio ma a rischio di introdurre del rumore; impostando il cursore Dettaglio sotto 50, si ammorbidisce ancor più il rumore, pagando una certa perdita di microdettaglio.
E’ evidente come ogni immagine richieda un trattamento specifico, per cui è impossibile dare delle formule che valgano sempre. Valgono i medesimi principi di quando si applica una maschera di contrasto:

– non esagerare in nessun senso;
– valutare gli interventi visitando la foto al 100%;
– non dimenticare che la nitidezza e Riduzione del Rumore si influenzano l’un l’altro: bisogna trovare il giusto equilibrio tra la Struttura (nello strumento Chiarezza, nel pannello Esposizione), la Nitidezza (nel pannello Correzione Ottica, ed alla quale ho dedicato un articolo), e la Riduzione del Rumore. Nel caso dei ritratti, inoltre, può essere utile affidarsi anche allo strumento Incarnato, nell’Editor Colore.

Il cursore Singolo Pixel aiuta la gestione di eventuali pixel bruciati (“hot pixels”) che malauguratamente dovessero angustiare il nostro sensore; il modo più rapido per evidenziarli, se ad occhio nudo non fossero visibili, è diminuire il più possibile il Contrasto (nel pannello Esposizione).

Va fatta un’osservazione importante sullo strumento Riduzione Rumore: i profili ICC delle fotocamere che C1 usa per la decodifica dei dati RAW contengono anche informazioni relative a quanta riduzione del rumore applicare (ai file di quella specifica fotocamera) a seconda dei vari ISO utilizzati in ripresa. In altre parole, quando lavoriamo su fotocamere differenti ed agiamo sui cursori di Luminanza e Colore, la portata del nostro intervento dipende da come, secondo Phase One, va gestita la riduzione del rumore per quella specifica fotocamera. Mi spiego con un esempio: avendo due file RAW, uno da una Canon 6D ed un altro di una Nikon D750, se aumentiamo l’esposizione di uno stop, C1 farà la stessa cosa ad entrambe le immagini: aumenterà l’esposizione di uno stop. Invece, se applichiamo una riduzione del rumore di 70 a tutte e due, non è detto che in termini pratici il rumore sia ridotto in egual misura: potrebbe essere che il profilo della 6D gestisca il rumore in maniera diversa da quello della D750, e quindi un valore di 70 sul cursore Luminanza all’atto pratico comporti una “dose” differente di riduzione rumore nei due file.
Ecco perché, di fabbrica, lo strumento applica una riduzione di 50/50/50 (la scala va da 0 a 100): quel 50 relativo ai cursori è il valore che secondo Phase One è il migliore per ciascun modello di fotocamera, ma implica, senza mostrarlo, un certo livello di riduzione del rumore diverso per ogni modello di fotocamera.
Detta diversamente: il 50 della Canon 6D non è uguale al 50 di quello della Nikon D750: semplicemente, Phase One ha misurato per ogni fotocamera una quantità di riduzione rumore ideale, e questa quantità X viene indicata con 50 sui tre cursori. Se andiamo oltre 50 applichiamo più riduzione del rumore rispetto a quella che Phase One giudica ideale per quella specifica fotocamera, e così via.

Grana pellicola
Con questo strumento si aggiunge alle immagini un effetto di disturbo che ricorda la grana delle pellicole fotografiche. Possiamo scegliere tre parametri: il tipo, l’incidenza e la granularità. I vari “tipi” determinano come il software deve generare la grana, in pratica che forma e dimensione devono avere i granuli e come si devono distribuire. Osservando l’immagine al 100% e passando da un tipo all’altro si possono confrontare i vari effetti. In questi casi trovo comodo avere due Varianti affiancate nel Visore, così da poter comparare in diretta i vari tipi di grana o, semplicemente, l’effetto con e senza grana. Si noti che è disponibile una serie di preset di fabbrica.

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I due cursori vanno da 0 a 100, e servono ad impostare quanto dev’essere visibile la grana (Incidenza; in pratica regola il contrasto tra le zone “senza grana” e quelle con) e quanto deve essere grande (Granularità). Nel caso si scelga il tipo Grana Fine, non è possibile variarne la dimensione.

Moiré
L’effetto Moiré si verifica quando si fotografano soggetti che contengono delle trame (tipicamente dei tessuti: abiti, tendaggi, ecc. Il nome deriva appunto da un tipo di tessuto francese) la cui struttura va ad interferire con quella del sensore. In pratica si tratta di un effetto ottico causato da un’interferenza. Se fotografiamo con il cellulare uno schermo televisivo ne possiamo vedere un esempio. Molte fotocamere contengono, davanti al sensore, un filtro ottico che serve ad attenuare l’effetto Moiré, di solito indicato con la sigla “filtro AA”, dove AA sta per anti-aliasing; tale filtro “ammorbidisce” i dettagli catturati dal sensore, contrastando così l’insorgere del problema. Su macchine con molti megapixel (grossomodo dai 36 in su), di solito il filtro AA non è presente, quindi è opportuno fare più attenzione in fase di ripresa.
Se nell’immagine è presente del Moiré lo si vede a occhio nudo, ma è importante visualizzare l’immagine al 100% perché può capitare che, se viene ridotta per entrare tutta in una schermata, il problema diventi invisibile.
Lo strumento ha due cursori: Quantità stabilisce quanto ridurre l’interferenza, ed Effetto determina quanto è ampia la zona che C1 deve analizzare alla ricerca dell’effetto da rimuovere. L’ideale è azzerare il disturbo tenendo i cursori su valori bassi, visto che la rimozione comporta un intervento sui colori che può dare luogo ad artefatti.
Può essere utile, visto che il Moiré quasi sempre si presenta solo in aree ben delimitate dell’immagine, usarlo come regolazione locale, lavorando cioè su un livello.

Rimozione spot
Come dice il nome, questo strumento serve a rimuovere dalle foto piccoli elementi; il classico esempio sono i granelli di polvere (di solito presenti sul sensore), ma si usa anche per le imperfezioni della pelle. Per attivarlo bisogna cliccare sul cerchietto (a destra nel pannello, o nella barra degli strumenti) oppure premere il tasto O.

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L’ampiezza dell’intervento è determinata dal cursore Raggio. Ci sono due modalità di funzionamento, Polvere e Spot; si noti che l’aspetto del cerchietto è diverso a seconda della modalità selezionata: continuo nel modo Spot, ripartito in quattro parti nel modo Polvere.
Il modo Polvere serve ad eliminare le piccole zone nere (puntini o macchie) causati dalla polvere; non è efficace contro blocchi di pixel più chiari rispetto alla zona circostante né sulle aree colorate.
Il modo Spot invece va usato quando è necessario agire su pixel che si vogliono uniformare a quelli circostanti, clonando il colore e la trama. L’applicazione più tipica è per correggere le imperfezioni della pelle ma, ad esempio, può risultare utile per rimuovere della polvere quando questa si trova, malauguratamente, a cavallo di zone con sfondo differente (per esempio un filamento di polvere che per metà sia sopra un lampione stradale, e per l’altra metà abbia come sfondo il cielo): in questi casi il modo Polvere, che è più veloce, non produce un buon risultato.
Si può passare da un modo all’altro anche dopo aver cliccato su un punto, così da valutare al volo il diverso effetto dei due modi sulla stessa zona.
C1 tiene conto di quanti punti (spot o polvere che siano) sono stati rimossi, elencandoli nel primo campo. Selezionandolo in quel menu, oppure con i due tasti maggiore e minore accanto, è possibile rendere attivo uno degli spot su cui si è agito per, eventualmente, rimuoverlo col tasto -.
Si noti che C1 mantiene visibili tutti i punti su cui si è agito solo finché è attivo lo strumento Rimozione Spot; attivando un altro strumento (ad esempio la classica mano, con H), non li vedremo più evidenziati; la correzione rimane comunque in essere.
Un’ultima osservazione che andrebbe fatta sullo strumento Rimozione Spot è che quando c’è polvere sul sensore, finché non ce ne accorgiamo, là rimane. Questo vuol dire che spesso ce la ritroviamo in moltissime foto (o in tutte, nel caso peggiore). Il lato positivo è che in tali casi, dal momento che la polvere si trova sempre nello stesso punto, è possibile fare copia e incolla della rimozione applicata, senza doverla fare su ogni immagine. Dopo aver lavorato la prima immagine ed aver applicato uno o più rimozioni spot si clicca su Copia (la doppia freccia accanto al punto interrogativo, o la freccia verso alto-destra nell’angolo superiore destro dell’area di lavoro), si selezionano i punti da copiare   (meglio limitarsi a quelli in modalità Polvere; replicare la modalità Spot è più rischioso, perché come detto va ad alterare anche i colori e le texture), poi le immagini di destinazione, ed infine si clicca su Incolla (la freccia verso basso/sinistra).

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In alternativa ai clic valgono le solite scorciatoie (Maiusc+CMD+C e Maiusc+CMD+V) o le due voci di Copia e Applica Regolazioni dal menu Regolazioni.


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