Capture One: la Nitidezza


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La nitidezza! Croce e delizia di ogni fotografo. Molto spesso, per non dire quasi sempre, la nitidezza di un obiettivo viene vista come la sua caratteristica più importante. In questo articolo parlerò della nitidezza in Capture One, che viene gestita dallo strumento omonimo presente nel pannello Dettagli:

C1_nitidezza_01

In realtà ci sono altri due strumenti con i quali gestire la nitidezza (sharpening) delle immagini. Questo perché C1 si ispira al flusso di lavoro in 3 passaggi come formulato dal compianto Bruce Fraser (1954-2006), una delle figure più importanti dell’imaging digitale, autore di innumerevoli testi ed articoli. Tra i tanti contributi che il guru scozzese ci ha lasciato in eredità, c’è un famoso saggio sullo Sharpening, facilmente reperibile in rete (ad esempio qui). Nel flusso di lavoro che ne consegue, la nitidezza viene gestita in tre passaggi:

  • Nitidezza in fase di ripresa
  • Nitidezza creativa
  • Nitidezza di output

La Nitidezza del pannello Dettagli di Capture One si occupa della prima fase, ed ha l’obiettivo di massimizzare la nitidezza ottenuta in fase di ripresa, visto che i nostri dettagli devono passare per un obiettivo, un filtro anti-aliasing (quando presente), ed una demosaicizzazione.
In linea di massima questo strumento funziona come la Maschera di Contrasto di Photoshop. Per chi volesse approfondirne il funzionamento, ne ho scritto diffusamente tempo fa. Anche in C1, lo strumento cerca di individuare i bordi (cioè i confini tra un dettaglio e l’altro) all’interno di una foto, e ne aumenta il contrasto (vale a dire la differenza di luminosità: rende più scuri quelli scuri e più chiari quelli chiari). Il cursore della Quantità determina quanto deve aumentare la luminosità; va da 0 a 1000. Il Raggio determina l’ampiezza dell’intervento sul contrasto; in pratica, stabilito che C1 ha trovato un pixel che secondo lui è un bordo e che quindi andrà scurito/schiarito (per renderlo più nitido rispetto ai pixel vicini), con questo cursore noi indichiamo al programma quanto deve essere grande l’area intorno al pixel individuato che pure dovrà ricevere la variazione di luminosità. In altre parole decidiamo “quanti altri pixel confinanti” il programma dovrà scurire/schiarire oltre a quello individuato. I valori possibili del raggio di tale area vanno da 0,2 a 2,5.
L’ultimo cursore stabilisce una soglia minima di differenza di luminosità sotto la quale lo sharpening (cioè l’incremento della differenza di luminosità) non viene applicato; va da 0 a 12.
In pratica, impostare questi tre valori X-Y-Z equivale a dire a C1 “aumenta la differenza di luminosità di un valore X tra i pixel che qualifichi come bordi ed i pixel circostanti, e fallo anche su un’area di raggio Y intorno a ciascun pixel-bordo; però, se la differenza di luminosità iniziale tra un pixel e l’area circostante è minore della soglia Z, allora non intervenire su quel pixel.”
Non esistono, ovviamente, dei valori corretti in assoluto; di fabbrica C1 applica una terna di 180/0,8/1 che personalmente trovo eccessiva. Ad ogni installazione imposto i tre cursori su zero e poi, cliccando sui tre puntini, lo salvo come valore predefinito (si noti che va fatto per ogni modello di fotocamera).
Come dosare i tre cursori dipende dal molto sia dal tipo di immagine (un ritratto ed una foto di architettura avranno sicuramente bisogno di trattamenti diversi) che dal risultato desiderato. In generale, una Quantità troppo elevata genera degli artefatti, e lo stesso può accadere se si esagera col Raggio; in questi casi si possono limitare i danni agendo sul cursore Nascondi alone, che serve ad attenuare gli aloni che si vengono a creare. Un’immagine con tanti dettagli molto piccoli (ad esempio del fogliame) richiederà probabilmente un Raggio molto basso, il che consente di salire con la Quantità. Una Soglia molto alta rischia di escludere dallo sharpening tanti dettagli se le aree a basso contrasto dell’immagine sono ampie o numerose; nelle immagini agli alti ISO si può salire un po’ di più con la Soglia..e così via. Alla fine, la giusta combinazione dei tre valori è il risultato combinato di esperienza, sperimentazione, gusto.
Inoltre: gli occhi, o per meglio dire il cervello, tendono ad abituarsi alla nitidezza. Durante la post-produzione è frequente applicare dello sharpening e poi lasciarsi prendere la mano. “Uhm, magari un altro passaggio”. “Ecco, ancora un po’…”. “Diamo un’altra botticella, va’…” Alla fine ci si trova con delle immagini troppo “croccanti”, e magari non ci si rende neanche conto degli artefatti. Personalmente cerco sempre di tenere a mente due regole per evitare ciò:

  • non dimenticare che questa è la nitidezza iniziale. L’obiettivo di questa fase è avere un’immagine adeguatamente incisa, pronta per essere poi trattata con gli altri due passaggi: la nitidezza “creativa” e, infine, quella che serve per il file finale a seconda della destinazione d’uso – stampa, web, eccetera. In altre parole, non bisogna arrivare alla massima nitidezza possibile solo con questo strumento.
  • ogni trattamento sulla nitidezza va fatto visualizzando l’immagine al 100%. Il Navigatore, il Lentino e lo strumento Fuoco (che consente uno zoom fino al 400%) sono in tal senso utilissimi.

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Se lo strumento Fuoco viene aperto come strumento mobile, è possibile ingrandirlo per analizzare l’immagine ancora più in profondità:

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Un trucco che consiglio è quello di clonare la Variante, magari più volte, e fare i vari tentativi di sharpening tenendo sempre sott’occhio anche l’immagine di partenza (cioè quella che non ha ricevuto alcuno sharpening), così da rendersi conto più facilmente di quando si sta esagerando.

Nitidezza Creativa
La seconda fase del flusso di lavoro riguarda l’intervento sulla nitidezza dell’immagine per adeguarla al risultato finale che abbiamo in mente. Lo si fa con gli strumenti della Chiarezza e della Struttura, come spiegati nell’articolo dedicato al pannello Esposizione. Ma rientrano in quest’ambito anche le applicazioni dello strumento Nitidezza appena descritto quando applicate localmente usando i Livelli.

Nitidezza di Output
La terza ed ultima fase riguarda l’applicazione (eventuale) di uno sharpening al momento della generazione del file. E’ gestita nel pannello dell’Output.


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