Capture One 11: il bilanciamento del bianco


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Uno dei principali vantaggi dello scattare in RAW è che si può impostare il bilanciamento del bianco a posteriori senza alcuna perdita di qualità. Avere a che fare con una immagine che non è stata ancora sviluppata ci consente di poter variare la temperatura colore al computer, lavorando con la calma e la precisione che non sempre le riprese sul campo ci consentono. Peraltro, è buona norma effettuare il bilanciamento del bianco all’inizio del processo di post-produzione, che sarebbe molto più complicata da fare senza avere un’idea della tonalità cromatica complessiva di un’immagine.

In Capture One, lo strumento di bilanciamento del bianco si trova nel pannello Colore.

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Nel campo Modalità sono presenti una serie di valori pre-impostati, il primo dei quali (Acquisizione) significa “usa il bilanciamento del bianco com’era impostato sulla fotocamera quando hai scattato”.
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Questo perché, anche quando si scatta in RAW, in ogni caso la fotocamera ha bisogno di un riferimento per la temperatura colore. Altrimenti come fa a generare l’anteprima (in JPG) che vediamo sullo schermo della fotocamera dopo aver scattato?
Il valore del bilanciamento del bianco impostato sulla fotocamera viene poi scritto, comunque, nell’intestazione del file RAW: ma poiché l’immagine vera e propria non è stata ancora sviluppata (trattandosi appunto di un RAW), è possibile, una volta al computer, definire un qualsiasi altro valore di bilanciamento.

Come si vede, ci sono due cursori. Il cursore Kelvin consente di stabilire a mano la temperatura colore del bianco. I Kelvin (a volte erroneamente detti “gradi Kelvin”) sono un’unità di misura della temperatura dei colori, così chiamata dal nome del fisico irlandese che la propose, Lord Kelvin, nella seconda metà dell’800. Mentre normalmente i colori vengono rappresentati tramite vari sistemi di coordinate (RGB, XYZ, L*a*b*…), quando si parla di bianco si è soliti fare riferimento alla cosiddetta “temperatura colore”, che si esprime appunto in Kelvin. In questa scala, a valori bassi corrispondono colori caldi, che diventano più freddi a valori più alti: in sostanza ci si muove su un’asse dal giallo al blu.
Il cursore di C1 serve a determinare la temperatura del bianco di riferimento, quindi impostando un valore basso l’immagine vira sul blu, mentre tende al giallo trascinando il cursore verso destra.
La temperatura colore ci dice quanto un bianco è caldo/freddo, ma non ci dice come sia la sua tinta rispetto al riferimento (e qui evito di andare oltre, ma chi volesse approfondire può cercare su Internet ulteriori dettagli sulla Distribuzione Spettrale di Potenza e sulla Temperatura Colore): per stabilire questo secondo parametro si usa il cursore della tinta, che serve a posizionare il bianco lungo un’asse che va dal magenta al verde.

La procedura migliore consiste di solito nello stabilire i Kelvin e, dopo, intervenire di fino sulla Tinta, quando necessario. Già, ma come impostare i Kelvin? Si può scegliere uno dei valori pre-impostati (Luca Diurna, Ombra, ecc.), oppure affidarsi all’automatismo di C1, cliccando sulla piccola A dello strumento: così facendo il software analizzerà l’immagine e cercherà di localizzare al suo interno un’area grigia da usare come riferimento. Esiste però un metodo più accurato: cliccare sulla pipetta (a destra del campo Modalità) e, poi, cliccare su un punto dell’immagine che sia il più possibile vicino al grigio medio. Così facendo è come se si dicesse al programma “questo che ti ho indicato è, in realtà, grigio medio; regola tutti i colori della scena di conseguenza”.

Sia quando si deve scegliere il punto da indicare come grigio medio, sia quando si deve valutare il risultato del bilanciamento effettuato dal programma, è utile dare un’occhiata ai valori RGB che C1 restituisce per ogni punto su cui scorre il puntatore del mouse:

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Numeri piccoli significano che ci si avvicina al nero, e numeri grandi che ci si avvicina al bianco. Se i tre valori RGB sono vicini tra loro allora vuol dire che quel punto è abbastanza neutrale, nel senso di “privo di dominanti”. Nell’esempio qui sopra il puntatore era su un’area dei mezzitoni (il 107 grigio, più o meno a metà tra 0 e 255, è la luminanza), con una leggerissima prevalenza di blu (116) ma nel complesso abbastanza equilibrata visto che 103 e 107 non sono molto lontani da 116.
Selezionando un punto del cielo un po’ più scuro (più o meno come indicato dalla freccia rossa), si ottengono valori più bassi (perché l’area è più scura) ma con più blu:

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Il cielo è sempre più blu (cit.)

Quando si deve selezionare il punto per il bilanciamento del bianco conviene essere precisi, quindi è bene lavorare sull’immagine ingrandita al 200% o al 400% così da poter individuare con accuratezza il punto da contrassegnare come grigio.
Una volta impostati i Kelvin (con un preset, o con l’automatismo, o con la pipetta), nulla vieta di intervenire ulteriormente a mano, regolandoli di fino: l’unico giudice è il nostro occhio.
Stesso discorso vale per la Tinta; una volta impostata con uno dei tre metodi precedenti, è possibile agire sul cursore per dosare l’equilibrio tra verde e magenta.

Bilanciamento del bianco e Livelli
Un ultimo aspetto da considerare è che il bilanciamento del bianco può funzionare con i livelli. Si possono cioè creare più livelli, disegnare delle maschere in ciascuno di essi, e poi regolare indipendentemente il bilanciamento su ciascuno. Per esempio, nello scatto in questione ho creato a mano due livelli, uno per il cielo e l’altro per il suolo; poi ho impostato il bilanciamento del bianco molto caldo per il terreno e più freddo sul livello del cielo. Se avessi riscaldato tutta l’immagine, mi sarei ritrovato il cielo pieno di aree giallastre.

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In basso l’originale.

Questa naturalmente è solo una regolazione di partenza, fatta al volo per mostrare l’effetto del semplice bilanciamento del bianco. Ha impatto, ma ad un occhio più attento appare grossolana: va bene la dominante calda, ma i cespugli rossi? Quella è la Bolivia, non Marte. Inoltre la mascheratura sulle montagne non è precisa. Si ottengono risultati più raffinati usando l’Editor Colore, grazie al quale le maschere vengono create in base alla tonalità. Creando un livello per il cielo (definito stavolta in base ai colori presenti nel cielo, e non “spennellando” a mano l’area del cielo) ed uno per il terreno (stessa logica), e poi agendo sul solo bilanciamento del bianco, si ottiene un risultato migliore:

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A voler essere precisi, c’è ancora un po’ troppo magenta nel cielo ed il contorno delle montagne dovrebbe essere rifinito ancora meglio, ma mi fermo qui per non andare oltre gli scopi di questo articolo, che aveva due obiettivi:
1) illustrare come funziona il bilanciamento del bianco in C1
2) evidenziare come un buon bilanciamento del bianco semplifichi il resto della post-produzione e, se integrato con lo strumento dei Livelli, può anche essere uno spunto per una elaborazione creativa.


 

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