Capture One: il pannello Correzione Ottica


ottica

Capture One usa, nell’elaborazione dei dati RAW, uno specifico profilo ICC per ogni fotocamera. La stessa logica si applica agli obiettivi: leggendo i metadati del file, C1 cerca di individuare quale obiettivo è stato utilizzato e, se disponibile, applica alla foto il profilo dedicato di quell’ottica:

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Se non è disponibile un profilo dedicato, ne viene usato uno generico. Il profilo serve a correggere distorsione, diffrazione, caduta di luce e di nitidezza ai bordi, ed aberrazioni cromatiche. Purtroppo C1 non dispone di uno strumento per creare i profili degli obiettivi; solo Phase One li può generare e, al momento, quelli disponibili nel software non sono tantissimi (si possono invece creare profili per la propria fotocamera, come spiegato ad esempio qui).
Cliccando su Profilo è possibile scegliere tra due profili generici (uno standard ed uno per la correzione della distorsione a cuscinetto), quello del produttore (incorporato nei RAW), oppure quelli specifici creati da Phase One:

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Il profilo del produttore (Manufacturer Profile) si basa sulle informazioni presenti nel file RAW, ed applica alle foto delle correzioni di fabbrica (distorsione, aberrazione cromatica, ecc.) mentre gli altri profili sono sviluppati da Phase One dopo una serie di test su ogni specifico obiettivo, quindi contengono un insieme di correzioni ottiche che Phase One ha stabilito come ideale per quello specifico obiettivo. A differenza dei secondi, i profili del produttore non consentono la correzione della perdita di nitidezza ai bordi (Cad. Nitid.)
I profili Generici servono per quando Capture One non dispone di un profilo per la lente utilizzata: sono dei profili standard che ci consentono comunque di usare tutti gli strumenti di correzione previsti, e come dice il nome non contengono correzioni specifiche per un dato obiettivo. Diciamo che sono la terza scelta dopo il profilo di Phase One e quello del produttore.
E’ possibile disabilitare tutte le correzioni, se per qualche motivo non si desideri utilizzarle:

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Facendo così, tutte le immagini che si importeranno da quel momento in poi non riceveranno più le correzioni previste di fabbrica nei vari profili.

I tre puntini accanto ad Aberrazione Cromatica servono se non si è soddisfatti della correzione applicata in base al profilo: cliccando su quel pulsante e poi scegliendo Analizza, Capture One farà un’analisi dell’immagine, applicando poi una correzione specifica in base a quanto rilevato. Questo funziona anche su un gruppo di immagini.
La correzione della Diffrazione, che pure è opzionale, di fatto consiste nell’applicazione di uno sharpening particolare (basato su un algoritmo di deconvoluzione), sviluppato per compensare la perdita di nitidezza dovuta all’utilizzo di valori di diaframma molto chiusi.
La voce Nascondi Aree Distorte serve quando si è intervenuti sull’immagine con lo strumento Punto Chiave, illustrato di seguito.

I tre cursori relativi alla Distorsione, alla Caduta di Nitidezza ed alla Caduta di Luce consentono di intervenire su questi tre aspetti. Questi ultimi due agiscono solo sui bordi delle immagini ed applicano un aumento di micro-contrasto e di luminosità nelle aree dove quasi sempre le ottiche grandangolari soffrono.

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Nel dettaglio in alto la foto originale, in quello in basso una correzione della Caduta di Nitidezza al valore massimo (250).

La Caduta di Luce, di fabbrica, non viene applicata, a meno che non sia prevista nel profilo del produttore.

Il cursore della distorsione opera su tutta l’immagine in base ai dati contenuti nel profilo, e va da 0 a 120. Un valore di 100 significa che, per Capture One, la distorsione di quell’obiettivo, per quella specifica lunghezza focale, è interamente corretta. Quindi a valori uguali (ad esempio, 70) non è detto che corrisponda lo stesso livello di correzione: dipende dall’ottica e dalla lunghezza focale utilizzata.
Si noti che il livello di correzione della distorsione applicato di default varia da ottica ad ottica, per cui il valore di partenza può essere 0 come 100, a seconda dell’obiettivo.

Se l’obiettivo utilizzato in fase di ripresa è un decentrabile (Tilt & Shift), si possono inserire nel tab Movimenti i valori degli spostamenti effettuati in ripresa, così che C1 ne tenga conto nell’applicazione del profilo.

La sezione successiva, Aloni Viola, serve a rimuovere il Purple Fringing, vale a dire il classico bordino violaceo che talvolta si manifesta lungo i bordi dei soggetti nelle aree ad alto contrasto.

LCC
Lo strumento LCC (Lens Cast Calibration) serve a creare dei profili LCC, cioè dei file che consentono di correggere problemi dovuti a dominanti di colore o all’uniformità della luce (dunque non sono d’aiuto con la distorsione né con le aberrazioni cromatiche). Si può anche usare un profilo LCC per rimuovere della polvere. All’atto pratico si tratta di fotografare un target grigio, illuminato in maniera uniforme, adoperando lo stesso obiettivo (e diaframma, ed illuminazione) usato per la foto da correggere. In alternativa al target si può usare come riferimento una foto scattata nelle medesime condizioni con lo stesso obiettivo. In entrambi i casi, una volta importata l’immagine di riferimento in C1 e selezionata nel browser, si clicca su Crea LCC (oppure click-destro sull’immagine e scegliere Crea LCC), eventualmente si selezionano le caselle richieste (per la polvere e, se del caso, se l’ottica era un decentrabile), e poi si clicca su Crea. Ad operazione conclusa, l’immagine in questione nel browser verrà visualizzata con l’etichetta LCC:

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In questo caso, non avendo un target sottomano, ho “simulato” come profilo LCC una fotografia qualunque. Ma come spiegato nell’articolo, un profilo LCC è in realtà un’immagine uniforme grigia o, al limite, bianca.

A questo punto, per applicare quel profilo LCC su una foto basta selezionarla (insieme a questa “foto LCC”) e, con un clic-destro oppure dal menu Regolazioni, scegliere Applica LCC.

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Nello strumento LCC vedremo il nome dell’immagine usata come profilo (_DSC1698, nel nostro esempio) e sarà possibile abilitare o meno le varie correzioni (dominante, polvere, uniformità luce; quest’ultima è dosabile tramite un cursore).

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E’ vero che con un profilo LCC si possono anche rimuovere gli effetti della polvere sul sensore, ma riteniamo sia più semplice farlo usando l’apposito strumento di Rimozione Spot nel pannello Dettagli; anche perché se si memorizza in un LCC la posizione della polvere, e poi si pulisce il sensore, quel profilo non va più bene, perché farà togliere a C1 della polvere che non c’è più.
Diciamo che, con riferimento alla polvere, un profilo LCC può avere senso se si scopre della polvere sempre nello stesso punto, dopo aver scattato un corposo numero di immagini. In tal caso una rimozione automatica basata su posizioni fisse dei granelli, come appunto quella effettuata da un profilo LCC, è rapida ed efficace.

Ruota e capovolgi
Lo strumento Ruota e Capovolgi è abbastanza autoesplicativo; con il cursore (o digitando direttamente il valore) la si ruota manualmente, con i due pulsanti Sinistra/Destra la si ruota a passi di 90°, e con il menu a discesa la si può invertire in orizzontale o in verticale. Se invece clicchiamo sul simbolo indicato in figura (è il comando Raddrizza), è possibile tracciare col mouse una linea nell’immagine, così che C1 possa raddrizzare la foto usando come riferimento la linea tracciata.

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Tenendo premuto a lungo il simbolo indicato dalla freccia appaiono altre opzioni che consentono di fare col mouse le tre rotazioni (a mano libera, sinistra o destra) che si farebbero con il cursore o i pulsanti appena descritti. La lettera R è la scorciatoia da tastiera per questi comandi.
La piccola A accanto al punto interrogativo, come in ogni strumento, ne richiama l’automatismo. Però nel caso del Ruota & Capovolgi questa autoregolazione funziona solo con i dorsi Phase One (che hanno un sensore dedicato alla memorizzazione dell’inclinazione e della rotazione in fase di scatto).

Ritaglia
Il funzionamento dello strumento Ritaglia (anche richiamabile con la lettera C) è abbastanza intuitivo: si seleziona il rapporto desiderato (si noti che si possono crearne di nuovi), eventualmente la dimensione, si clicca sul classico simbolo del ritaglio e si ritaglia l’immagine usando il mouse. Finché lo strumento è attivo, si possono selezionare altre immagini (con i tasti freccia oppure cliccandoci nel Browser) e continuare a ritagliarle una per una.

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Posizionando il cursore del mouse all’interno del ritaglio, si può spostare l’area ritagliata lungo l’immagine. Se invece si aggancia un bordo o un angolo dell’area ritagliata la si può ridimensionare (un bordo nel caso del rapporto Libero, un angolo in tutti gli altri casi). Si può anche ruotare il ritaglio, posizionando il mouse appena fuori un angolo: in tal caso il puntatore diventa una freccia ricurva, come quella per ruotare l’immagine a mano libera dello strumento Ruota & Capovolgi.
Si noti che C1  capisce da solo se il ritaglio deve essere in orizzontale (landscape) o in verticale (portrait), in base a come trasciniamo il puntatore (appunto in orizzontale oppure dal basso verso l’alto).
Per annullare un ritaglio si può cliccare sulla solita freccia verso sinistra (accanto ai tre puntini); ma è più rapido fare clic col destro e cliccarla nello strumento mobile che appare. E’ comunque sempre disponibile il classico Annulla (CMD+Z).

Ci si può aiutare nel ritaglio abilitando la visualizzazione delle griglie:

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Ritaglia e Preferenze
Nel pannello Ritaglia delle Preferenze ci sono varie opzioni per configurare come si preferisce lo strumento. In particolare, qui si configurano la Maschera, la Griglia e le Guide.
La Maschera in questo caso indica l’area intorno alla foto, e se ne possono dosare l’opacità e la luminosità:

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Per quanto riguarda la griglia da visualizzare durante il ritaglio, se ne può scegliere il tipo, il colore, e quando visualizzarla:C1_ottica_10

Le Guide sono due linee che formano una croce all’interno dell’immagine; è possibile spostarle, trascinandole; se si portano al bordo dell’immagine, spariscono. Appaiono quando si clicca sull’apposito pulsante nella barra degli strumenti, e possono essere svincolate o meno dalla Griglia dello strumento Ritaglia in base a come si imposta il menu Mostra nelle Preferenze.

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Dal menu Visualizza è possibile aggiungerne delle altre:

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Le guide possono essere anche bloccate (locked, malamente tradotto con “Chiudi”), in tal caso non è possibile trascinarle.

Ritaglia e pannello Output
Si osservi che lo strumento Ritaglia è influenzato dal parametro Scala presente nel pannello Output: in altre parole, il ritaglio è vincolato alle grandezze impostate nel pannello che genera il file risultante dalla lavorazione, così da impedire all’utente di ritagliare l’immagine in maniera non coerente con il risultato finale desiderato. Infatti, se il ritaglio che si sta cercando di fare non è coerente con il rapporto tra i lati impostato nel pannello Output, le dimensioni della foto appaiono in rosso anziché in arancione. Ad esempio, impostiamo 900×600 come dimensione nel pannello Output:

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Poi ritagliamo una foto più piccola: C1 ci evidenzia, visualizzandola in rosso, che la larghezza di 728px è minore dei 900px impostati nel pannello Output, laddove i 600px di altezza sono in arancione perché vanno bene.

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In generale, lo strumento Ritaglia tiene conto di quanto impostato nel pannello Output se nel campo Rapporto è impostata la voce Output, oppure se nel pannello Output il menu Scala è su una qualunque opzione diversa da Fissa.
Si possono invece avere le mani totalmente libere in fase di ritaglio se nel pannello Output viene impostato come Scala il valore “Fissa” e se non si imposta Output nel campo Rapporto dello strumento Ritaglia; in questo modo i due pannelli (Ritaglia ed Output) sono svincolati e ci si può dedicare prima al ritaglio e poi alla generazione del file.
Va comunque evidenziato che, in ogni caso, lo strumento Ritaglia rispetta la risoluzione impostata nella formula di elaborazione selezionata nel pannello di Output. Se, ad esempio, abbiamo una foto di 6000×4000 pixel e nel pannello di Output abbiamo impostato una risoluzione di 300 punti per pollice, la grandezza massima che possiamo ottenere è 20×13,33 pollici (6000/300=20 e 4000/300=13,33; più o meno il classico 35x50cm, per capirci). Se impostiamo i centimetri come unità di misura nello strumento Ritaglia, vediamo che C1 ci fa vedere le grandezze che derivano dal calcolo che ho appena fatto:

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Ora, se proviamo ad inserire valori più grandi (ad esempio 70cm) possiamo osservare che C1 non ce lo fa fare. Per salire di dimensione nel Ritaglio dobbiamo diminuire la risoluzione nella formula di elaborazione, nel pannello Output.
Per questo motivo, può essere comodo aggiungere lo strumento della Formula di Elaborazione sotto il Ritaglio, così da avere entrambi sott’occhio (clic destro e poi Aggiungi Strumento):

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Un’altra cosa da tener presente è che in alcuni casi le correzioni ottiche predefinite (che, lo ricordo, sono associate allo specifico profilo di un obiettivo) possono comportare un leggero ritaglio dell’immagine, per cui potrebbe essere che nello strumento Ritaglia ci sia qualche pixel in meno (ad esempio, io ho 5872×3915 anziché 6000×4000 nel caso del Sony 100mm GMaster). I valori ritornano interi se si disabilitano le correzioni, come spiegato all’inizio di questo articolo.

Taglia Immagine Esterna
L’opzione Taglia Immagine Esterna entra in gioco quando si sono effettuati interventi con lo strumento Punto Chiave, che serve a correggere linee cadenti; quando selezionata, le aree dell’immagine che risultano eliminate in seguito agli interventi sul Punto Chiave non verranno visualizzate nel Visualizzatore di C1, ma restano nell’immagine, quindi ce le ritroveremo una volta generato il file – ed aperto, ad esempio, in Photoshop (dove dunque dovremo “riempirle” in qualche modo…):

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Se invece non si abilita questa opzione, C1 ritaglierà la foto in modo da non includere nell’immagine finale anche porzioni di immagine esterna.

Punto Chiave
Il Punto Chiave (lettera K) è utile per intervenire sulle linee cadenti, ed in generale rimedia (entro certi limiti) a tutti quei problemi di prospettiva che derivano dal non avere la fotocamera in asse col soggetto; consente di agire sia in orizzontale che in verticale, di dosare l’intensità dell’intervento (Quantità), nonché di recuperare per quanto possibile la naturalezza delle proporzioni dell’immagine una volta applicate le modifiche di cui ai tre cursori precedenti, stiracchiando o comprimendo la foto con il cursore Aspetto.
I cursori possono essere trascinati col mouse oppure digitando a mano i valori nelle celle a destra; si possono incrementare o diminuire con i tasti freccia su/giù, anche in combinazione con Maiuscolo (il passo è 1 con i tasti freccia, e 10 con i tasti freccia+Maiusc).

In alternativa ai cursori, è possibile far applicare a C1 una correzione semiautomatica (in orizzontale, in verticale o in entrambe le direzioni). Per far ciò prima bisogna visualizzare i punti chiave, cliccando su uno dei tre simboli seguenti:

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Poi, sull’immagine, bisogna agganciare con il mouse i punti chiave (i cerchi) e disporli in modo che le righe di C1 siano sovrapposte alle linee (presenti nella foto) che si vuole raddrizzare:

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Fatto ciò, basta cliccare su Applica per vedere il risultato della correzione:

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Nulla vieta, naturalmente, di intervenire poi di fino su tale correzione automatica, usando i quattro cursori descritti poco sopra.

Come nel caso del Ruota & Capovolgi, l’automatismo invocabile con la lettera A funziona solo con i dorsi digitali Phase One.


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