Capture One: il pannello Esposizione

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esposizione

La colonna dei pannelli Strumenti di C1 contiene, nella sua configurazione di fabbrica, nove pannelli. Il primo è quello della Libreria, di cui abbiamo parlato negli appositi articoli relativi al Catalogo e alla Sessione. In questo articolo parleremo del quinto, che è dedicato all’Esposizione. Il suo aspetto standard è il seguente:

Prima di parlare dei vari menu e cursori, notiamo che ci sono vari grafici. E per non rendere le cose troppo facili, ne aggiungiamo uno, dal menu Finestra -> Crea Strumento Mobile -> Valutazione Esposizione. In alternativa possiamo cliccare col destro in qualunque punto del pannello e scegliere Aggiungi Strumento -> Valutazione Esposizione. La differenza è che nel primo caso avremo un pannello flottante, nel secondo un pannello incorporato. Scegliamo questa seconda strada e, trascinandoli col mouse, disponiamo i pannelli in sequenza, così:

Prima di passare in rassegna i vari strumenti del pannello, ritengo utile illustrare cosa siano e come funzionino questi grafici. Sapere cosa c’è dietro un istogramma o una curva aiuta a comprendere i meccanismi che determinano l’aspetto finale di un’immagine elaborata digitalmente, e questo è un prerequisito indispensabile per la post-produzione che verrà dopo. Altrimenti non si starà facendo della post-produzione consapevole: si staranno muovendo cursori ad occhio ed a casaccio, sperando che salti fuori qualcosa di gradevole.

Istogramma
Il primo grafico, che C1 chiama semplicemente Istogramma, mostra la distribuzione dei valori tonali dell’immagine come presenti nel RAW. Serve a capire come sono distribuiti i pixel di un’immagine nell’intervallo (range) che va dal nero al bianco, con il dettaglio per ciascuno dei canali (colori primari: R, G e B).
Esempio pratico: ogni punto della curva blu ci dice quanti pixel del canale blu ci sono, nella foto, per ciascun livello di luminanza. Il bordo sinistro è il nero pieno, il bordo destro è il bianco pieno; più è alta la curva, maggiore è il numero di pixel che hanno quello specifico valore di luminanza.
Questo grafico non lo possiamo modificare direttamente, nel senso che non ci sono dei cursori alla base da trascinare, né possiamo agganciare le quattro linee (R, G, B, luminanza) per alterarle. Ma tutte le volte che usiamo uno degli strumenti che hanno impatto sull’esposizione (i cursori di esposizione, contrasto…; le curve; i valori tonali, ecc.), l’istogramma si aggiorna automaticamente.
E’ dunque una istantanea, in tempo reale, dei valori tonali di una foto.

Valutazione Esposizione
Il secondo grafico, che C1 chiama Valutazione Esposizione, funziona secondo la stessa logica, ma mostra i dati RAW presenti nel file, dopo l’applicazione della curva tonale indicata nello strumento Caratteristiche di Base, e senza tener conto dei nostri interventi (ma attenzione, tiene conto di eventuali ritagli, delle correzioni applicate dal profilo dell’obiettivo, e del Bilanciamento del Bianco).
Lo strumento Caratteristiche di base si trova nel pannello Colore e stabilisce tre elementi in base ai quali sviluppare un file RAW: il profilo ICC da adoperare, la curva tonale da applicare ai dati RAW, ed il motore di sviluppo da utilizzare. Ne ho parlato diffusamente qui.

C1_esposizione_03

Alla base dell’istogramma di Valutazione dell’Esposizione c’è una piccola scala che aiuta ad orientarsi verso l’esposizione più corretta. Indica una scala da -2 a +2 EV rispetto ad una esposizione misurata al centro della gamma tonale.
Poiché l’istogramma di Valutazione Esposizione rappresenta i dati grezzi (RAW, appunto), non è modificabile: ci dice in un certo senso il punto di partenza della nostra elaborazione. A differenza dell’istogramma precedente, non si modifica neanche quando interveniamo sull’immagine. L’unico strumento che altera l’aspetto della Valutazione Esposizione è il bilanciamento del bianco, proprio perché quando si lavora con un RAW questo dato può essere fissato dopo lo scatto e prima dello sviluppo, e quindi altera il risultato finale dello sviluppo stesso (risultato finale che è poi il punto di partenza della nostra elaborazione).
In un certo senso dunque questi due istogrammi ci dicono “il prima ed il dopo” di una foto.

Valori Tonali e Curva
A differenza dei due istogrammi descritti finora, i due successivi sono invece direttamente manipolabili dall’utente. Si chiamano Livelli/Valori Tonali e Curva.

Nota: fino alla versione 11.0, Capture One usava il termine Livelli sia per indicare i livelli (levels) di luminosità, quelli che Adobe chiama Valori Tonali, che i livelli nel senso di strati (layers). Abbiamo fatto presente la cosa a Phase One, suggerendo di aggiornare la localizzazione del software usando Valori Tonali, come fa Adobe evitando la confusione, e ciò è avvenuto con la versione 11.0.1, rilasciata il 19/01/2018. A partire da tale versione, dunque, sia l’istogramma che i comandi nei menu si chiamano Valori Tonali.

Ecco le caratteristiche principali degli istogrammi dei Valori Tonali (già Livelli) e della Curva:

– entrambi riflettono in tempo reale gli interventi che noi facciamo sull’immagine usando esposizione, bilanciamento del bianco, curva “di sviluppo” (come impostati nello strumento Caratteristiche di Base menzionato poco sopra)
– entrambi sono direttamente modificabili anche cliccando (e poi trascinando) un punto della curva, oppure agendo sugli estremi dei segmenti che regolano ombre, mezzitoni e luci
– l’istogramma dei Valori Tonali non si modifica se modifichiamo la Curva o il profilo ICC
– l’istogramma della Curva non si modifica se modifichiamo il profilo ICC
– l’istogramma della Curva invece si modifica se interveniamo sui Valori Tonali, perché l’idea è che la Curva sia usata per ultima, per agire di fino dopo tutti gli interventi effettuati in precedenza.

Detto ciò, analizziamo separatamente ed in dettaglio ciascun istogramma.

Istogramma dei Valori Tonali
L’istogramma dei Valori Tonali consente di inserire (digitandoli, oppure agganciando e trascinando le estremità delle linee) i valori di output (in alto) per ombre e luci, e di input (in basso) per ombre, mezzitoni e luci. Cosa significa in pratica? In estrema sintesi:

– abbiamo una serie di livelli di luminosità (il termine corretto sarebbe Luminanza), che vanno dal nero pieno (0) al bianco puro (255), rappresentati sull’asse orizzontale
– abbiamo un’immagine digitale, quindi composta da un certo numero di punti (o pixel, se preferite)
– l’istogramma dei valori tonali ci dice quanti pixel sono presenti per ciascun livello di luminosità:

La quantità di pixel è rappresentata sull’asse verticale. Muovendo il puntatore del mouse sull’immagine, nell’istogramma appare una barra arancione che ci dice “dove siamo”.

Noi possiamo stabilire il punto di nero ed il punto di bianco della foto, cioè dire a C1, ad esempio: “per me il punto di nero di questa foto deve essere 11”. Così facendo tutti i pixel con luminosità da 0 ad 11 saranno portati a luminosità 0 (in realtà la rimodulazione non avviene in maniera così grossolana, ma il concetto è questo). Lo possiamo fare digitando 11 nella casellina in basso a sinistra, oppure agganciando il segnaposto nero e trascinandolo verso destra finché nella casella non appare 11:

Stesso discorso per il punto di bianco: nell’esempio lo abbiamo impostato a 224. Tutti i pixel con luminanza da 224 in poi sono dunque stati portati a luminanza 255 (vedi sopra).
Quindi, semplificando: alcuni neri sono diventati più neri, ed alcuni bianchi più bianchi; non abbiamo toccato i mezzitoni, eppure l’immagine appare più brillante e contrastata.

Per selezionare il punto di nero ed il punto di bianco è possibile anche affidarsi ad un automatismo (il primo simbolo, quello della bacchetta magica) oppure, se vogliamo sceglierli noi, usare il contagocce, nella parte bassa del grafico oppure dal menu in alto nella barra degli strumenti; basta cliccare sul punto dell’immagine che si desidera impostare come punto di nero (o di bianco, a seconda del cursore attivo):


Valori di Output (target)

Se quelli in basso sono i valori di input, vale a dire i valori tonali dell’immagine prima del nostro intervento, quelli in alto sono in valori di output, cioè quelli che avrà l’immagine al termine della nostra elaborazione.
Di fabbrica, C1 mappa al valore 0 il tono più scuro ed a 255 quello più chiaro, vale a dire il punto di nero ed il punto di bianco. E’ possibile modificare queste due soglie proprio come per i valori di input, cioè trascinando i due segnaposto superiori oppure digitando i valori desiderati nelle due caselle in alto.
Questo può essere necessario, ad esempio, se sappiamo che stamperemo la foto su una stampante non in grado di produrre un nero pieno. In tal caso possiamo ad esempio impostare l’output delle Ombre su 7; così facendo tutti i pixel della foto che hanno luminosità da 0 a 6 inclusi verranno rimappati da 7 in su (in pratica, i pixel più scuri dell’immagine verranno leggermente schiariti).

Mezzitoni
Al centro dell’istogramma è presente anche un segnaposto per i mezzitoni, che segue la stessa logica degli altri due: serve ad impostare la luminosità dei mezzitoni. Si noti che il segnaposto si aggiorna ogni volta che si modificano i punti di bianco o di nero, per mantenere inalterata la luminosità dei toni intermedi, e che l’output dei mezzitoni non è modificabile, a differenza dell’input.

Valori Tonali e Preferenze
Il pannello Preferenze -> Esposizione contiene tre elementi che riguardano i Valori Tonali, quindi è opportuno spendere qualche parola.
Il primo menu si chiama “Modalità Canale”, ed ha due opzioni: Canale RGB o Canali Rosso, Verde e Blu; serve a decidere come deve ragionare C1 quando si usano i Valori Tonali Automatici e quando si agisce sui due selettori di input per il punto di nero ed il punto di bianco:

Canale RGB: il programma effettua i suoi calcoli una sola volta, sull’insieme dei valori di tutte e tre i canali. In pratica imposterà lo stesso punto di nero e di bianco per tutti e tre i canali.
Canali Rosso, Verde e Blu: verranno effettuati tre calcoli distinti, uno per canale. Questo può portare alla determinazione di punti di bianco e/o di nero differenti per ciascuno dei tre canali; a volte si verifica qualche spostamento di colore. Personalmente lo trovo molto comodo quando lavoro con immagini in bianco e nero.

Il secondo parametro si chiama Seleziona Valori Tonali Target. Quando è attivo, nel momento in cui andiamo a cliccare su un punto dell’immagine per impostare il punto di nero o di bianco di input, C1 agirà automaticamente anche sui valori di output (proprio in base alle due soglie che abbiamo impostato in questo comando).

Il terzo ed ultimo parametro si chiama Soglie del Clipping Automatico. Quando si attiva il comando dei Valori Tonali automatici (la bacchetta magica), di base C1 imposta il punto di nero ed il punto di bianco ad un livello tale da “bruciare” una piccola quantità di informazioni; un piccolo prezzo da pagare in cambio di un’immagine più accattivante. E’ però possibile evitarlo modificando le Soglie del Clipping Automatico. Di fabbrica sono allo 0,10%; azzerandole entrambe, si è sicuri che i Valori Tonali automatici non sacrifichino alcuna informazione.


Valori Tonali ed istogrammi

Lavorando sui valori tonali non ne vengono creati di nuovi: viene solo alterata la distribuzione di quelli già presenti nell’immagine.
Una volta regolati i valori tonali, si produrrà una specifica Curva tonale, che potrà poi essere regolata di fino con l’apposito istogramma della Curva.
Come detto, il risultato finale delle nostre elaborazioni si vedrà anche nell’istogramma “semplice”. Ad esempio, abbiamo aperto un’immagine ed abbiamo impostato gli strumenti Esposizione/HDR/Chiarezza/Vignettatura come segue:

C1_esposizione_04

I grafici Istogramma e Valori Tonali vengono modificati di conseguenza:

C1_esposizione_05

Poi, a mano, modifichiamo i valori tonali trascinando i cursori alla base, come nell’esempio che segue; si noti che l’Istogramma semplice e quello della Curva vengono aggiornati, mentre quello della Valutazione Esposizione rimane fisso.

C1_esposizione_06

Valori tonali dei singoli canali
Nel lavorare sui valori tonali, è possibile intervenire sui tre canali RGB insieme, oppure singolarmente su ciascuno di essi, abilitando l’opportuno pannello tra i quattro disponibili nella parte superiore della finestra. La differenza principale rispetto a quando si lavora sul canale composito è che regolando il punto di nero o il punto di bianco di un singolo canale, si introducono dominanti di colore. Per esempio, selezioniamo il canale Blu e trasciniamo verso sinistra il segnaposto bianco (quello delle luci) o quello grigio dei mezzitoni: l’immagine diventerà più blu. O meglio: del blu verrà aggiunto all’immagine, quindi i colori risultanti che vedremo saranno il risultato tra questa aggiunta di blu ed i colori pre-esistenti.
Se invece spostiamo un segnaposto verso destra (quindi quello delle ombre oppure quello dei mezzitoni), aggiungiamo alla foto il colore complementare del canale su cui stiamo lavorando. Il complementare del blu è il giallo, quindi l’immagine diventerà più gialla. Se stessimo lavorando sul canale del rosso aggiungeremmo ciano; il complementare del verde è invece il magenta.
La stessa logica si applica ai valori di Output: far scorrere verso destra il segnaposto delle ombre introduce (nelle ombre) una dominante del colore su cui si sta lavorando (quindi rosso se si sta lavorando sul canale rosso, e così via); far scorrere invece verso sinistra quello delle luci introduce nelle alte luci una dominante del colore complementare (ancora: ciano per il canale rosso; giallo per il blu; magenta per il verde).
Capture One offre anche uno strumento di Bilanciamento Colore, del quale parlerò in un articolo dedicato, con il quale si riescono ad ottenere risultati simili. La differenza sostanziale è che lavorando sui valori tonali si altera anche il contrasto dell’immagine, la qual cosa non avviene usando il Bilanciamento Colore.

Curva
Le curve sono un potente strumento per regolare contrasto e luminosità di un’immagine. Sull’asse orizzontale sono mostrati i valori tonali originali della foto, e su quello verticale i valori modificati; le aree più scure dell’immagine sono quelle in basso a sinistra, quelle intermedie sono nella parte centrale, e quelle più chiare sono in alto a destra.
L’istogramma della Curva può essere utilizzato in cinque modalità: una mostra la curva RGB complessiva, tre mostrano solo i singoli valori nel canale del Rosso, del Verde o del Blu, ed una mostra la cosiddetta curva Luma, che rappresenta i toni dell’immagine solo in base ai valori di luminanza. La curva Luma consente di regolare contrasto e luminosità di un’immagine senza conseguenze sulla saturazione; a volte infatti gli interventi su un’immagine provocano artefatti o banding, che si riescono ad evitare agendo solo sulla luminanza.
Alle estremità della linea diagonale mostrata nel pannello Curva si trovano due quadrati, che possono essere trascinati per regolare il punto di bianco ed il punto di nero dell’immagine, se non lo si è fatto già usando i Valori Tonali.
Nell’angolo inferiore destro è invece presente un contagocce: attivandolo, è possibile cliccare su un punto dell’immagine per vedere dove si trova, sulla curva, quel punto, ed essere in grado di lavorare precisamente su quel valore. E’ possibile selezionare più punti: basta cliccare più volte. Per rimuovere un punto basta selezionarlo sulla curva e premere CANC oppure BACKSPACE; oppure lo si trascina all’esterno del grafico.
All’atto pratico, con le Curve si possono fare le stesse cose che si fanno con i Valori Tonali (in sintesi: regolare colori, contrasto e luminosità di un’immagine), ma sono uno strumento più potente perché consentono di selezionare uno o più specifici punti su cui lavorare, laddove i Valori Tonali ci fanno operare solo su tre aggregati (ombre, mezzitoni e luci). Proprio perché sono uno strumento più potente, sono anche più complesse da usare; basta poco per fare un disastro. Di solito il modo migliore di lavorare è applicare le regolazioni generali con i Valori Tonali e, poi, lavorare di fino con le Curve, quando necessario, solo su quei punti che richiedono un ulteriore intervento.

Si noti che sono presenti alcuni Preset relativi alla Curva, utilizzabili come punto di partenza per ulteriori regolazioni o comunque per sperimentare al volo un certo tipo di trattamento.


Esposizione

I comandi di regolazione dell’esposizione sono quelli soliti: Esposizione, Contrasto, Luminosità e Saturazione. L’esposizione può essere variata da -4 a +4 stop; Contrasto e Luminosità hanno una scala da -50 a +50, mentre la Saturazione va da -100 a +100.
L’Esposizione opera su tutti i toni dell’immagine, sia quelli scuri che quelli chiari; la Luminosità, invece, agisce prevalentemente sui mezzi toni: diminuendola diventano più scuri e contrastati; il contrario avviene nel verso opposto.
La Saturazione è modulare: quando la si diminuisce agisce in maniera omogenea su tutti i colori; quando invece la si incrementa, lo strumento interviene prima sui colori meno saturi, anziché in maniera omogenea su tutti i colori presenti nell’immagine. Questo allo scopo di proteggere l’incarnato ed evitare artefatti; in questo senso è simile alla Vividezza di Adobe Camera RAW.


Avviso Esposizione

Cliccando sull’apposito pulsante nella barra degli strumenti, è possibile attivare gli avvisi di esposizione.

In questo modo C1 ci mostrerà le aree che si trovano agli estremi dell’istogramma (quindi ombre o luci prive di dettaglio), colorandole di rosso e di blu. Il tutto si governa dal pannello Esposizione nelle Preferenze di C1: è possibile abilitare o meno l’avviso delle ombre (che di default non è attivo), decidere con quali colori visualizzare le aree interessate, e stabilire quali sono i valori (da 0 a 255) sopra e sotto i quali C1 deve far partire l’avviso. La soglia di default delle alte luci è 250, perché tiene conto che in stampa molto difficilmente si riesce ad ottenere del dettaglio nelle alte luci sopra quella soglia. Nulla vieta naturalmente di impostare una soglia diversa. La soglia di default per le ombre è 0.

Ci sono due osservazioni da fare sull’avviso di esposizione. La prima è che gli avvisi tengono conto di tutte e tre i canali RGB, anche singolarmente. Se, per esempio, un’area ha il canale del blu che ha raggiunto il livello di massima saturazione, ma ci sono ancora dettagli nei canali del rosso e del verde, C1 comunque mostrerà quell’area come bruciata (quindi “rossa”). Questo vuol dire che a volte un’area che C1 mostra come sovraesposta contiene in realtà ancora qualcosa di recuperabile (negli altri canali).
La seconda è che gli avvisi si basano anche sul profilo colore ICC che si è scelto come profilo di prova del proprio flusso di lavoro. Di base, C1 imposta come profilo di prova quello della Formula di elaborazione selezionata, ma è possibile sceglierne un altro, dal menu Visualizza -> Profilo Prova.

Può quindi accadere che C1 mostri come “bruciato” un colore solo perché il profilo di prova ha un gamut (l’insieme di colori che quel profilo contiene) più ristretto; può essere che usando un altro profilo, con un gamut più ampio, quel colore non risulti bruciato. Naturalmente l’obiettivo non è scegliere profili a casaccio finché C1 non smetta di arrabbiarsi; bisogna impostare come profilo di prova quello che serve in base alla destinazione dell’immagine una volta elaborata da C1 (andiamo in stampa? pubblichiamo sul web? generiamo un TIF da lavorare poi in Photoshop? ecc.), così da poterne tenere conto durante la post-produzione per evitare di generare un’immagine che contenga colori non presenti nel gamut di destinazione.

HDR
Lo strumento successivo, quello che Phase One chiama “HDR (Alta gamma dinamica)” è in realtà un semplice controllo per schiarire le ombre o scurire le alte luci. C1 non ha funzionalità di HDR in senso stretto, nel senso che non consente di fondere insieme più immagini allo scopo di ottenere un file con una gamma dinamica più ampia. Fino alla versione 12 c’erano due cursori, uno per le Ombre ed uno per le Alte Luci, ed andavano da 0 (posizione di default, tutto a sinistra) a +100: muovendoli verso destra, quello delle luci le abbassava, e quello delle ombre le schiariva.

Adesso i cursori sono quattro: se ne sono aggiunti due, Bianco e Nero, che agiscono rispettivamente solo sulle luci più chiare e sulle ombre più scure. Inoltre, tutti e quattro i cursori adesso possono andare da -100 a +100, e partono da una più logica posizione centrale pari a 0. Infine, tutti e quattro funzionano alla stessa maniera: schiariscono l’immagine se spostati verso destra, e la scuriscono se verso sinistra.

Nell’uso pratico ho notato una leggera differenza tra i due cursori Bianco e Nero: il Nero agisce sulle zone più scure, quelle all’estrema sinistra dell’istogramma, e lo fa in maniera più robusta rispetto al cursore Ombre. Man mano che ci si avvicina verso il centro dell’istogramma (diciamo dunque mentre si procede lungo le aree “scure ma non troppo”), l’effetto del cursore Nero scema, e diventa più efficace il cursore Ombre.
Si potrebbe pensare che nel caso della coppia di cursori Alte luci/Bianco succeda la stessa cosa in relazione alle luci, ma non è così. A differenza di quanto avviene con i cursori Nero/Ombre, infatti, entrambi i cursori hanno lo stesso effetto sulle luci “più alte” (l’estrema destra dell’istogramma).
Se invece si considerano le aree “luminose ma non troppo”, cioè scorrendo l’istogramma da destra verso il centro, i due cursori si comportano come quelli Ombre/Nero: il cursore Bianco ha un effetto più delicato, mentre quello Alte Luci più marcato.

Un’ultima precisazione: i cursori si chiamano Bianco e Nero ma non servono ad impostare il punto di bianco ed il punto di nero, cosa che si fa con i Valori Tonali.

Chiarezza
Lo strumento Chiarezza si compone di due cursori, la Chiarezza e la Struttura. Entrambi regolano il contrasto locale, ma il primo agisce sui dettagli più ampi, il secondo su quelli più fini (si potrebbe dire che regola il “micro-contrasto”: si pensi ai capelli in un ritratto, al fogliame in un paesaggio, e così via). Capture One offre la scelta tra quattro diversi algoritmi di calcolo, che hanno impatto prevalentemente sulla Chiarezza (meno sulla Struttura).
Il metodo di default è quello Naturale, che è probabilmente il più generico e versatile (moderato incremento del contrasto locale; nessun intervento sulla saturazione). Le altre opzioni sono:

– il metodo Enfatizzato (“Punch”), il più aggressivo perché incrementa fortemente il contrasto locale, ed anche (un po’) la Saturazione
– il Neutrale, che incrementa il contrasto locale come l’Enfatizzato, ma senza agire sulla Saturazione
– il Classico. Se l’Enfatizzato ed il Neutrale sono delle varianti rispetto al Naturale, il metodo Classico fa storia a sé: lavora sui dettagli molto fini; non agisce sulla saturazione, ma l’incremento di contrasto sui dettagli più piccoli è notevole.

C1_esposizione_20_small

Esempio di Chiarezza al massimo (+100) con i quattro metodi disponibili. Cliccare qui per visualizzare l’immagine al 100%.

Non esiste un metodo migliore in assoluto: a seconda dell’immagine da trattare, e del risultato desiderato, conviene sperimentare metodi e dosaggio, volta per volta. Con l’esperienza si acquisirà la capacità di intuire in anticipo il modo migliore per applicare questo strumento a seconda dell’immagine che avremo davanti e di quella che vogliamo ottenere. Personalmente utilizzo il Naturale o il Classico, a seconda del tipo di soggetto. Il Naturale è il metodo che uso nella maggioranza dei casi, laddove il Classico si presta meglio quando bisogna esaltare la nitidezza dei dettagli più fini, per esempio in alcune riprese architettura o di tessuti o materiali. Inoltre, una Chiarezza negativa con il metodo Classico è un buon punto di partenza per ammorbidire la pelle nei ritratti.
Un uso poco accorto della Chiarezza e della Struttura può facilmente generare artefatti o rumore digitale nell’immagine: per evitare ciò, è buona norma lavorare su un livello separato, mascherando solo le aree su cui si desidera intervenire e poi agendo localmente. Non ha molto senso dare la stessa nitidezza ad un mazzolino di fiori in primo piano ed al profilo delle montagne in lontananza, oppure ammorbidire la pelle del volto di una modella senza proteggere la nitidezza degli occhi.

Rimuovi foschia
Introdotta con la versione 21, questa funzione ha lo scopo di rimuovere la foschia dalle immagini. Si compone di un cursore che va da -100 a +100, e di un menu che definisce come misurare la tonalità delle ombre. Lasciandolo su Auto, sarà C1 a calcolare quale sia la tonalità delle zone in ombra della foto, e noi dovremo solo muovere il cursore per rimuovere la foschia (ma possiamo anche muoverlo verso sinistra, per aggiungere alla foto l’effetto opposto). Impostandolo su Manuale, possiamo cliccare col contagocce su un punto dell’immagine (meglio se scuro e/o con foschia), così da dire a C1 che la tonalità delle ombre dev’essere quella da noi indicata.
La funzione opera anche sui livelli, quindi può essere applicata solo alle zone mascherate, come spiegato nell’articolo dedicato.

Vignettatura
Lo strumento Vignettatura consente di schiarire o scurire gli angoli ed eventualmente i bordi delle immagini, variando l’esposizione da -4 a +4 stop. Questo è un intervento creativo che suggerisco di fare (se proprio lo si vuol fare…) al termine dell’elaborazione dell’immagine, anche dopo eventuali ritagli. Non è rivolto alla compensazione della caduta di luce ai bordi di cui potrebbe soffrire un obiettivo, che si limita usando l’apposito cursore (Cad. luce) nel pannello della Correzione Ottica, come spiegato qui.
Lo strumento consente di scegliere due parametri: quanto vignettare (4 stop in più o in meno), e come. Ci sono tre opzioni:

Taglio Ellittico; in questo caso la vignettatura avrà una forma ellittica
Taglio Circolare; in questo caso la vignettatura avrà una forma circolare
Circolare; in questo caso la vignettatura avrà una forma circolare

La differenza tra le prime due opzioni e la terza è che con le prime due la vignettatura applicata seguirà l’eventuale Ritaglio che si andrà a fare. In altre parole, selezionando una delle prime due e poi andando a ritagliare l’immagine, C1 adeguerà in diretta la vignettatura, spostandola e ridimensionandola, in modo da mantenerla inalterata anche dopo aver ritagliato l’immagine. La terza opzione, invece, applica una vignettatura circolare e non la modifica più, per cui se si va a ritagliare l’immagine si possono ottenere effetti non naturali.
In generale, la vignettatura circolare va bene per le foto quadrate, e quella ellittica per le immagini rettangolari. Applicando una vignettatura circolare ad una foto rettangolare, infatti, i lati lunghi della foto me riceveranno meno.

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