Flusso di lavoro con Capture One


C1_workflow

Come si lavora, in pratica, con Capture One? E’ banale osservare che ognuno è liberissimo di fare quel che gli pare, seguendo le procedure a lui più consone. E’ però un fatto che C1, per come è strutturata l’interfaccia utente, si ispiri ad una logica di fondo, in altre parole ad un’idea di massima relativa a come andrebbero elaborate le immagini secondo i progettisti di Phase One. Spendiamo dunque qualche parola sul flusso di lavoro tipico di C1, con l’obiettivo di illustrarlo a chi si avvicini per la prima volta al programma, sia per aderirvi che per decidere di modificarlo, lavorando diversamente.

Dopo l’importazione, avremo nel nostro Catalogo o Sessione le foto originali – che, come detto, C1 non modifica mai. La prima cosa da tenere a mente è che quando noi lavoriamo su una foto, C1 in realtà ci sta facendo vedere, e modificare, una sua rappresentazione dell’immagine; più precisamente, C1 sta decodificando i dati presenti nel file RAW e ce ne sta mostrando un’anteprima piccola nel Browser ed una grande nel Visore, se la foto è stata selezionata. Si noti che C1 usa le proprie anteprime (generate subito dopo l’importazione), ignorando quelle eventualmente presenti nei file RAW. Se noi applichiamo una qualunque regolazione, per esempio diminuendo l’esposizione, il programma aggiorna in tempo reale l’immagine che vediamo nel Visore e nel Browser; non va a modificare il file RAW, ma tiene traccia (nel db del Catalogo o in un file specifico per ogni immagine nel caso delle Sessioni) del nostro intervento (per esempio: Esposizione -2).
Che cosa stiamo osservando, quindi? Non il file RAW come uscito dalla fotocamera, perché quel file non viene mai modificato; di fatto abbiamo davanti a noi una “copia”, o una versione se si preferisce, del file RAW, dopo lo sviluppo da parte di C1 e la nostra regolazione dell’esposizione. Questa copia, questa versione, questa rappresentazione, nel linguaggio di C1 si chiama “Variante”.
In sostanza, in C1 le foto “originali” non esistono, o almeno non si vedono mai. Di ogni originale in realtà ci viene mostrata una Variante (che consiste di tre cose: l’immagine, la miniatura, e tutte le regolazioni che le vengono applicate). Le modifiche che noi apportiamo tramite i vari strumenti sono in realtà applicate sempre e solo alla Variante. Possiamo duplicare una Variante facendo clic-destro su una foto e poi Nuova Variante; questo funziona nel Browser ma anche nel Visore quando è attivo lo strumento Seleziona, cioè quando il puntatore del mouse è la classica freccetta:

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Si può ad esempio lavorare solo sul duplicato, in modo da avere sempre sott’occhio sia l’immagine originale che quella modificata, così da poter osservare il risultato dei nostri interventi rispetto all’originale. Oppure si possono generare uno o più duplicati e lavorarli uno per uno, così da poter confrontare in diretta le varie post-produzioni che si stanno valutando.

E’ importante evidenziare che in realtà C1 non ha né copiato, né duplicato, né modificato il file originale: le Varianti sono solo lo strumento visuale tramite il quale C1 ci mostra in tempo reale il risultato del nostro lavoro, ma non portano alla creazione di nuovi file.

Se anziché Nuova Variante scegliamo Clona Variante, otteniamo sempre un duplicato, ma questa volta il duplicato (il clone) si porterà dietro anche le modifiche effettuate all’immagine di partenza, cosa che non avviene scegliendo Nuova Variante. A cosa serve tutto ciò? Supponiamo di aver lavorato su un’immagine e di aver raggiunto un risultato soddisfacente dopo aver applicato gli interventi A, B e C; supponiamo inoltre di voler sperimentare cosa accade facendo ulteriori interventi (D ed E); dovremmo ripartire dall’originale, generare una Nuova Variante, e poi applicare A+B+C+D+E; non è complicato (basta fare Copia Regolazioni dalla foto originale e poi Applica Regolazioni sul clone), ma è ancora più rapido clonare la Variante (così avere un’altra Variante che già contenga gli interventi ABC) e modificare il clone (aggiungendo solo D ed E), così da poter sempre contare sulla “prima versione”, soddisfacente, della foto, se decidiamo di ricominciare.

Se impostiamo il Visore in modo da visualizzare più immagini (cliccando sui quattro quadrati affiancati in alto a sinistra), e selezioniamo più Varianti e/o Cloni (usando il tasto CMD su Mac e CTRL su Windows), possiamo confrontare al volo il risultato di più ipotesi di elaborazione.

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Per esempio si potrebbero visualizzare in contemporanea l’immagine originale, un’interpretazione in BN, ed una elaborazione più particolare, per capire quale ci soddisfi di più.

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Cliccare qui per visualizzare la foto a piena risoluzione.

C1 numera le immagini in modo da farci sempre capire l’ordine in cui sono state generate; possiamo però “promuovere” o “retrocedere” una variante per farla diventare la preferita (o non farla più essere tale).
Se si sono duplicate/clonate più varianti, può ad un certo punto diventare complicato capire quale fosse l’immagine originale di partenza. Si rimedia cliccando su Seleziona Variante: in questo modo infatti verrà selezionata (bordo bianco spesso attorno alla foto, nel Browser) la variante originaria, quella da cui si è partiti.

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Lo ribadiamo: quando creiamo Varianti (duplicate o clonate), in realtà C1 non genera dei nuovi file; il software si limita a tenere traccia degli interventi da noi effettuati e ci fa vedere il loro esito in una serie di immagini (appunto le varianti), ma senza andare effettivamente a duplicare i file sul disco.

Quando si selezionano più immagini/varianti insieme, il gruppo di immagini selezionate si chiama “set”. Oltre che col mouse ed i tasti freccia, si possono scorrere le diverse Varianti o Set usando i vari comandi del menu Modifica:

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Se si sono selezionate cinque foto, e si avanza al set successivo, C1 selezionerà le cinque foto seguenti, e così via.

Variante Primaria
Quando si clicca su una foto per selezionarla, per C1 quella è la Variante Primaria: la sua miniatura avrà un bordo bianco spesso. Non è rilevante che sia una foto “originale” oppure un clone o una variante duplicata; se è selezionata, è la sola foto su cui C1 applicherà la varie regolazioni da noi effettuate con i vari strumenti.

Se poi si selezionano (anche) altre immagini, tenendo premuto CMD (CTRL su Windows) durante il click, queste saranno tutte altre Varianti, non Primarie, ed avranno un bordino bianco più sottile. Se il Visore è in modalità singola, mostrerà sempre e solo la Variante Primaria; altrimenti, come detto più sopra, mostrerà tutte le varianti selezionate.

Variante di Paragone
Cliccando col destro su una foto, oppure dal menu Modifica, si può scegliere Imposta come Variante di Paragone. La Variante di Paragone è una variante che rimane visualizzata nel visore (con un bordino arancione); se si scorrono altre varianti, quella di Paragone rimane dov’è, ed a scorrere sono solo le altre. In altre parole è un modo per dire a C1 di tenere fissa in alto una determinata immagine, per confrontarla poi con altre. Può essere utile ad esempio quando si è scattata una raffica di immagini e si deve scegliere la migliore; si inizia a scorrere la sequenza, si trova la prima foto reputata migliore e la si imposta come variante di paragone; si continua poi a scorrere la sequenza e, man mano che si trovano scatti migliori, li si imposta come variante di paragone. Alla fine della sequenza, la variante di paragone sarà la foto migliore della serie.

Attiva/Disattiva tra Modifica Primaria e Modifica Varianti Selezionate
Il pulsante indicato nella figura qui sotto è molto importante:

C1_workflow_06

La sua etichetta è Attiva/Disattiva tra Modifica Primaria e Modifica Varianti Selezionate, ed è richiamabile anche dal menu Modifica -> Modifica tutte le Varianti Selezionate.
Serve a dire a C1 di applicare (nel senso di “incollare” secondo la logica del copia&incolla) le regolazioni in memoria su tutte le varianti selezionate, e non solo alla Variante Primaria. Mi spiego con un esempio:

  • abbiamo lavorato su un’immagine ed abbiamo copiato in memoria delle regolazioni
  • selezioniamo un’altra immagine (che dunque diventa la nostra nuova Variante Primaria)
  • tenendo premuto CMD, selezioniamo altre due immagini. Fatto ciò:
  • se quel selettore è attivo, cioè arancione: facendo Applica Regolazioni (con l’ultima freccia di questo gruppo di pulsanti) vedremo applicata la regolazione in memoria a tutte e tre
  • se quel selettore è disattivo, cioè grigio, facendo Applica Regolazioni la regolazione verrà applicata solo alla nuova Variante Primaria, senza coinvolgere le altre due.


Fine del flusso di lavoro
Una volta che abbiamo modificato l’immagine come ci piace, tramite i vari strumenti di cui parleremo negli articoli dedicati, possiamo generare il/i file risultanti dall’elaborazione usando il pannello Output, di cui parleremo nell’apposito articolo.

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Questo è, di fatto, l’ultimo passo del flusso di lavoro standard di Capture One.

Esportare Originali e Varianti
Non è obbligatorio passare per il pannello Output per generare dei file. Cliccando col destro su una immagine o su una Raccolta (ad esempio un album), si può scegliere Esporta e poi Originali o Varianti:

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Si ottiene lo stesso risultato dal menu File -> Esporta Immagini.
Nella finestra che appare si possono scegliere la posizione dove memorizzare il file, il nome da dargli, più alcune opzioni:

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Il Nome lavoro (dove per lavoro si intende, diciamo così, la sessione di ripresa, il progetto) è opzionale. Con la consueta logica dei token (spiegata qui) si può scegliere di costruire una struttura del nome del file.

Se si è scelto di esportare l’originale, C1 farà una semplice copia del RAW di partenza, senza le nostre regolazioni: i RAW, come ripeteremo fino allo stremo, non vengono modificati. Se però spuntiamo la casella Includi Regolazioni, insieme al file RAW ci ritroveremo una cartella chiamata Capture One con dentro le regolazioni che noi abbiamo fatto su quel file; quindi, aprendolo in C1 (per esempio su un altro computer), ci ritroveremo tutti gli interventi fatti.

Un altro modo per ottenere il RAW comprensivo delle modifiche è spuntare la casella Esporta come EIP. EIP sta per Enhanced Image Package ed è un formato proprietario di Phase One introdotto con la versione 4.7 del programma. In pratica è un contenitore con dentro il RAW originale (dunque intatto), i metadati, le regolazioni, le varianti, eventuali profili ICC o LCC se presenti, e così via. Rispetto al metodo precedente, si ha il vantaggio di dover gestire un solo file.
Il pacchetto EIP può essere trasferito su un altro computer ed aperto con C1, in modo da trovarselo identico a com’era nel C1 di partenza. Ma non si può esportare in EIP un file JPG o TIFF; funziona solo con i RAW.

Se invece si è scelto di esportare delle varianti, la finestra che appare è leggermente diversa:

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Questo avviene perché quando si esporta una variante Capture One genera una copia dell’originale, sulla base di una “formula” di elaborazione. Nella formula noi specifichiamo tutti i parametri che ci interessano (formato del file, profilo ICC, dimensione, metadati, ritaglio…) e poi diamo il via all’esportazione. Di fatto questa finestra è come quella descritta nell’articolo dedicato al pannello di Output.

Eliminare le immagini
Ci sono tre modi per eliminare le immagini da Capture One, ed è importante conoscerne le differenze. Li vediamo nel menu Immagine:

C1_workflow_11

Con il primo comando (Elimina) cancelliamo una immagine da un album – o, se abbiamo selezionato solo la variante di una immagine, viene cancellata solo la variante.
I file eliminati in questo modo finiscono nel Cestino del Catalogo/Sessione, quindi sarà possibile recuperarli.

Il secondo comando pure sposta il/i file selezionato/i nel Cestino del Catalogo/Sessione. La differenza col metodo precedente è che se abbiamo selezionato una immagine che ha anche delle varianti, con questo comando vengono spostate nel Cestino in un colpo solo sia l’Originale che le Varianti.

Il terzo comando, Elimina dal Disco, è il più pericoloso: cancella fisicamente il/i file selezionato/i dal disco. Non li ritroveremo né nel Cestino del Catalogo/Sessione, né nel Cestino di Windows/MacOS. Quindi… occhio!


11 Comments

  1. Ottimo tutto quello che ce scritto aiuta molto. Si Po modificare la barra centrale sopra dove ce il ritaglio Lentini ecc. Le note non mi interessano. Per aquistare col 10 per cento il codice é !!!!! Captur one lo trovo una spanna sopra a lingtroom 6 che ho io ma molto pieno di funzioni e difficilino. La valutazione isogramma non l ho capita. Grazie ciao

    Piace a 1 persona

  2. Ciao, domanda forse stupida: come si sposta un’immagine da un album a un altro?? Quando faccio “drag and drop”, l’immagine viene copiata, non spostata.
    Grazie in anticipo. Daniele

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  3. Domanda.
    La funzione di Esportazione Varianti”, da, nel pannello Opzioni, la possibilità di mettere la spunta a: “Esporta come EIP”. il che non ha senso visto che il pannello non concede la possibilità di esportare il file RAW originale. Infatti non esporta i file EIP in questa funzione mentre lo fa se si sceglie di esportare gli Originali. A cosa si deve questa implementazione in C1 20? C’è qualcosa che mi sfugge?

    Grazie

    "Mi piace"

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