L’interfaccia utente di Capture One 11

minority-report.jpgEnhance 224 to 176. Enhance, stop. Move in, stop. Pull out, track right, stop. Center in, pull back. Stop. Track 45 right. Stop. Center and stop. Enhance 34 to 36. Pan right and pull back. Stop. Enhance 34 to 46. Pull back. Wait a minute, go right, stop. Enhance 57 to 19. Track 45 left. Stop. Enhance 15 to 23. Give me a hard copy right there.

(…sì, lo so, sono due film diversi, ma ci tenevo a farmi fare causa da due Studios differenti.)

L’interfaccia utente è una componente essenziale; fa la differenza tra il lavorare bene con un programma oppure no. Capture One è potente e ricco di funzioni, pieno di menu e di comandi: è bene prenderci la mano, altrimenti il suo utilizzo potrà risultare frustrante. In questo articolo daremo un’occhiata alla sua interfaccia ed ai comandi principali.

Una premessa è doverosa: stante la natura professionale del prodotto, le funzioni sono moltissime, e spesso richiamabili da più aree dell’interfaccia utente (di solito tre: da menu contestuale aperto col tasto destro del mouse; da menu richiamato sulla barra; da comando o pulsante dedicato nella finestra dell’applicazione). Poiché sarebbe impensabile spiegare tutto insieme, nell’articolo cercheremo di seguire dei percorsi logici legati al normale utilizzo del software, illustrando di volta in volta i menu ed i comandi coinvolti, e chiedendo al lettore di trascurare le eventuali numerose altre funzioni, pulsanti o voci di menu che dovessero essere visibili eseguendo le varie operazioni.

L’articolo è stato scritto usando la versione 11 per Mac, quindi le schermate ed i tasti riportati vengono da quella piattaforma. Gli altri si arrangino considerino che il tasto CMD su Mac quasi sempre corrisponde al CTRL su Windows, e che potrebbe esserci qualche leggera differenza qua e là nell’aspetto o nelle scorciatoie da tastiera.

Dunque, iniziamo!

L’Area di Lavoro
L’area di lavoro di default di C1 è quella mostrata qui di seguito:

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Cliccare qui per visualizzare la foto a piena risoluzione.

Nella sua configurazione di fabbrica, l’area di lavoro prevede:

• in alto: la barra dei menu (File, Modifica, Visualizza, ecc.)
• subito sotto: una barra orizzontale (“Barra degli Strumenti”), contenente quattro gruppi di comandi
• a sinistra: una colonna contenente una serie di pannelli, dentro i quali ci sono i vari Strumenti
• al centro: il Visore, dove vengono visualizzate le immagini selezionate
• a destra: il Browser, che visualizza le miniature delle immagini cui si sta lavorando

La colonna di sinistra, quella degli strumenti, consente di navigare tra i vari pannelli, ognuno dei quali contiene appunto una serie di strumenti. Questo è in effetti il cuore di C1, perché è accedendo ai vari strumenti (curve, livelli, riduzione rumore, parole chiave, ecc., distribuiti nei vari pannelli) che si elaborano le foto e si generano i file di output desiderati. Di fabbrica come si vede ci sono 10 pannelli, ma è possibile aggiungerne o rimuoverne altri scegliendoli dalla lista dei 14 pannelli presenti; si può anche crearne uno personalizzato (si possono sceglierne il nome e l’icona). Basta accedere al menu che appare cliccando col destro su uno dei pannelli:

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Tenendo premuto CMD si può trascinare (col mouse) un pannello, così da disporli nell’ordine che si preferisce.

All’interno di ogni pannello (Libreria, Acquisizione, ecc.) ci sono poi gli strumenti (Chiarezza, Livelli, Nitidezza, ecc.). Di fabbrica ogni pannello contiene un certo numero di strumenti predefiniti ma, sempre tramite il menu appena mostrato, è possibile aggiungere o rimuovere qualsiasi strumento da qualsiasi pannello, rendendoli di fatto personalizzabili al 100%.

Di solito gli utenti di C1 dispongono i pannelli nell’ordine in cui vengono man mano utilizzati, in base alle proprie abitudini o necessità lavorative, rendendo visibili solo i pannelli e gli strumenti desiderati (nell’ordine preferito), e rimuovendo tutti i pannelli e gli strumenti non utilizzati; il tutto raggruppando gli strumenti nella maniera che si preferisce. Per accedere rapidamente ad un pannello si può cliccare su Alt+CMD+il numero del pannello: ALT+CMD+1 per il primo, e così via.

E’ anche possibile avere degli strumenti flottanti all’interno della finestra principale, anziché incolonnati: lo si fa tramite il menu Finestra -> Crea Strumento Mobile. Questo diventa particolarmente utile quando si usano strumenti che hanno al loro interno più sezioni. Per esempio si può richiamare tre volte lo strumento mobile Bilanciamento Colore ed usare le tre finestre flottanti per visualizzare, in grande, ciascuna ruota (Ombre, Mezzitoni, Luci), oppure richiamare tre Curve e visualizzare separatamente le tre curve RGB. La piccola freccia accanto al nome dello strumento mobile, proprio come nei pannelli degli strumenti “non mobili”, serve a minimizzarne la finestra, liberando così spazio. Si ottiene lo stesso facendo doppio clic sulla barra dello strumento mobile.

Tramite il menu Visualizza è possibile decidere se tenere la colonna con i Pannelli Strumenti a destra o a sinistra, e se avere il Browser sotto oppure a destra o a sinistra.

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Come agire sugli strumenti
Ci sono più vari modi per intervenire sui vari strumenti:

  • trascinando il cursore col mouse. Si noti che con un doppio clic sul cursore lo si riporta al valore di fabbrica. Questo ripristino è temporaneo se invece si clicca e si tiene premuto sul nome dello strumento
  • digitando il valore desiderato nella finestra a destra di ogni strumento
  • cliccando nella finestra a destra di ogni strumento e poi usando i tasti freccia Su e Giù (tenendo premuto Maiuscolo si incrementa la variazione)
  • agendo sulla rotellina del mouse, dopo aver posizionato il puntatore del mouse sul cursore (tenendo premuto Maiuscolo si incrementa la velocità di spostamento del cursore).

Il Visore 
La parte centrale dell’area di lavoro è occupata dal Visore. L’immagine selezionata nel browser viene visualizzata qui. E’ possibile selezionare, e quindi visualizzare, più immagini (fino a 12): basta cliccare il pulsante che mostra quattro quadrati, subito a destra dei pannelli Strumenti. Così facendo si abilita la Visualizzazione Multipla (il pulsante diventa arancione).

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Lo si può fare anche da menu:

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La prima immagine selezionata è quella che C1 chiama Variante Primaria; nel Browser, ha un bordo bianco spesso. Se poi si selezionano altre immagini (CMD+click su ciascuna), C1 le visualizza tutte insieme nel Visore; nel Browser, avranno un bordo bianco sottile. Cliccando sul pulsante dei 4 quadrati si alterna la visione di tutte le foto a quella della sola Variante Primaria, utile per fare dei confronti al volo quando si lavora su più immagini.

Il pulsante successivo consente di abilitare o meno la visualizzazione Prova Margine, che serve per visionare un’immagine ad una certa distanza dai bordi del visore (il margine è appunto la distanza tra il bordo della foto ed i bordi del Visore). La configurazione di fabbrica tiene le foto a 3 pixel di distanza dal visore nella visualizzazione normale, ed a 25 pixel nella modalità Prova Margine. Tali valori possono essere modificati nel menu Capture One -> Preferenze -> Aspetto, dove tra l’altro si possono anche impostare i colori di sfondo del Visore ed altre tonalità usate dal programma.

Il menu Livello consente di selezionare quale livello visualizzare, e di crearne di nuovi (ne riparleremo).

Nell’angolo superiore destro si può impostare il fattore di ingrandimento dell’immagine visualizzata; è regolabile anche con la rotellina del mouse, o altri sistemi equivalenti. Cliccando sulla miniatura umanoide più piccola, l’immagine viene dimensionata in modo da essere mostrata per intero all’interno del Visore; l’umanoide più grande la visualizza al 100%. Trascinando il selettore tra i due umanoidi si può arrivare fino al 400%.
Quando sono visualizzate più immagini, l’immagine selezionata avrà un bordino bianco, e lo zoom agisce solo su di essa; tenendo premuto il tasto Maiuscolo, lo zoom opera su tutte.

Si noti che scorrendo il cursore sull’immagine appaiono i valori RGB del pixel su cui si trova il cursore (Rosso, Verde, Blu, Luminosity).

Alla base dell’immagine c’è una striscia contenente alcune informazioni (valore ISO, tempo e diaframma, nome file, voti, ecc.). Questa etichetta è possibile visualizzarla o meno tramite il menu Visualizza -> Nascondi Etichette Visore.

Il Browser
Il primo simbolo del browser è un occhio, cliccato il quale si può scegliere una delle tre modalità di visualizzazione disponibili: griglia, elenco, filmstrip (una griglia orizzontale).

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Le due frecce consentono di impostare il criterio di ordinamento delle foto. Il numero che appare al centro indica quante foto ci sono in quella raccolta (nell’esempio sono 6), se non ne è stata selezionata nessuna; altrimenti viene indicato quante immagini sono state selezionate (esempio: 3 di 6).
La lente di ingrandimento consente di cercare tra le immagini; cliccando sui tre puntini in orizzontale che appaiono alla destra del campo di ricerca si possono specificare dei criteri di ricerca avanzati (ne riparleremo a proposito dei filtri, visto che i criteri e la finestra sono gli stessi).

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Cliccare qui per visualizzare la foto a piena risoluzione.

La Ricerca Avanzata consente di impostare dei criteri in base ai quali C1 filtrerà le immagini; è possibile sia salvare i criteri di ricerca per poterli riutilizzare in seguito, sia dire a C1 di creare un album (normale o intelligente: vedremo di cosa si tratta) con le immagini risultanti dalla filtratura impostata. Queste, tanto per dire, sono le funzionalità cui ci si riferisce quando si dice che un software fa da Digital Asset Manager. Parleremo della ricerca in maniera dettagliata qui.

La miniatura umanoide, infine, serve ad impostare il fattore di ingrandimento (come nel Visore).

Tra la miniatura di ogni foto ed il nome del file, c’è una barra che contiene un quadratino e cinque puntini. Se una immagine viene contrassegnata con un’etichetta colore (tag), verrà visualizzata qui. Allo stesso modo, se si classifica (vota) una immagine, dandole da una a cinque stelle, il punteggio verrà visualizzato qui.

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I tag ed i voti si assegnano facendo click col destro sulla miniatura nel Browser (o sulla foto nel Visore, se il puntatore del mouse è in modalità Seleziona, cioè senza alcuno strumento attivo) e scegliendo i menu Tag Colore o Classificazione. I voti si possono anche dare premendo direttamente un tasto numerico (da 1 a 5), oppure cliccando sul pallino desiderato (ad esempio, cliccando sul terzo pallino si assegnano 3 stelle).

La Barra Strumenti
La barra orizzontale nella parte superiore della finestra, che il programma chiama Barra Strumenti, contiene quattro gruppi di comandi. Vediamoli uno per uno, scorrendoli da sinistra verso destra. Ricordiamo che basta fermarsi qualche istante col puntatore del mouse su ogni pulsante per leggerne la funzione.

Sinistra
Pulsante per importare le immagini (vedremo cos’è)
Pulsante per importare le immagini scattate in diretta da una fotocamera collegata al computer (c.d. “tethering”)
Pulsante per aggiungere le foto alle Selezioni, per quando si lavora con le Sessioni (vedremo cos’è)
Pulsante per eliminare le foto dalla raccolta selezionata
Pulsanti per azzerare tutte le regolazioni effettuate
Pulsante per Annullare l’ultimo comando impartito
Pulsante per Ripristinare l’ultimo comando impartito (di solito negli altri software viene chiamato Ripeti)
Pulsante per applicare le regolazioni automatiche alle foto selezionate. Si noti il piccolo simbolo alla destra della A: indica la presenza di un menu, richiamabile tenendo premuto il pulsante del mouse. Da tale menu si possono scegliere quali tipologie di regolazioni automatiche effettuare (esposizione, bilanciamento del bianco, ecc.)

Centro
Nel gruppo centrale sono inclusi undici comandi (che C1 chiama Strumenti Cursore) che operano più direttamente sull’immagine; sono gli stessi comandi di vari strumenti presenti nei pannelli (rotazione e ritaglio delle immagini, contagocce per i colori, rimozione spot, ecc.), quindi saranno descritti nei rispetti articoli dedicati ai vari strumenti. Quasi sempre, comunque, sono comandi abbastanza autoesplicativi, per cui basta fare qualche prova di persona per rendersi conto di come funzionino. Anche qui, ci sono dei menu che appaiono tenendo premuto il pulsante del mouse, per ulteriori opzioni relative ad ogni comando (tranne per la rimozione spot), che vale la pena di esplorare. In particolare, l’ottavo gruppo contiene varie voci relative alle Maschere ed alle selezioni dei Livelli, che saranno oggetto di un articolo dedicato.

Nel nono gruppo c’è uno strumento che può risultare  molto utile: si chiama Aggiungi Lettura dei Valori Colore e consente, dopo aver cliccato in vari punti dell’immagine, di mantenerne in evidenza i valori RGB+L (Alt+clic per cancellarli, se necessario).

Dopo aver utilizzato uno strumento cursore, premendo H (o tenendo premuta la barra spaziatrice) si rende attivo il cursore Mano (H= Hand): si evitano così modifiche accidentali alle foto, che possono accadere se si mantiene attivo il cursore di uno strumento utilizzato fino a poco prima.

Centro-Destra
Se l’ultimo pulsante del gruppo di Centro consente di creare delle Note, il primo pulsante del gruppo successivo consente di tenerle visualizzate o meno. Parleremo delle Note quando tratteremo tutti gli strumenti di C1.
Il secondo pulsante visualizza o meno la griglia e le guide, che possono essere impostate tramite il menu Capture One -> Preferenze -> Ritaglia.
Il terzo pulsante abilita o meno la visualizzazione delle aree che ricadono sotto o sopra i valori di esposizione determinati nel menu Capture One -> Preferenze -> Esposizione.

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Cliccare qui per visualizzare la foto a piena risoluzione.

Nell’esempio, abbiamo impostato 223 e 38 come valori soglia per Luci ed Ombre. Questo farà sì che, attivando il comando dell’Avviso di Esposizione, C1 mostrerà in rosso tutti i pixel che superano 223 di luminanza, ed in blu tutti quelli sotto 38 (se avremo abilitato anche l’Avviso Ombre, che di default non è attivo). Cliccando sul rettangolo colorato nel pannello delle preferenze è possibile impostare con quali colori evidenziare i pixel fuori scala.

L’ultimo pulsante di questo gruppo si chiama Prova Formula e serve a visualizzare sul monitor, senza generare alcun file, una simulazione di come sarà l’immagine una volta processata in base alla formula di elaborazione scelta. In C1 le “formule di elaborazione” (in inglese sono le “recipes”, ricette) sono quei gruppi di parametri in base ai quali l’immagine, una volta lavorata usando i vari strumenti (esposizione, colori, nitidezza, ritaglio, ecc.), viene effettivamente prodotta: viene cioè generato il file frutto del nostro lavoro. Le formule sono elencate nel penultimo pannello strumenti, quello con la ruota dentata.
Ora, nelle formule di elaborazione noi determiniamo come si deve chiamare il file, che formato deve avere (TIF, JPG, ecc.), che profilo ICC deve incorporare, se deve essere salvato su disco oppure passato ad un’altra applicazione (per esempio Photoshop), e così via. Lanciando la Prova Formula (tramite il pulsante in questione, oppure con il menu Visualizza -> Mostra Prova Formula) è possibile vedere un’anteprima di come apparirà il file una volta generato, ad esempio per individuare artefatti o altre conseguenze.

Maschera di Messa a Fuoco
La maschera di messa a fuoco, Focus Mask in originale, non è presente nella configurazione di fabbrica della barra strumenti; ma è possibile aggiungerla, come spiegato più sotto nel paragrafo Personalizzazione della barra strumenti.
La Focus Mask serve a visualizzare quali sono le aree a fuoco di un’immagine. Come fa C1 ad individuarle? Analizza il contrasto locale (semplificando: la differenza di luminosità) tra i vari pixel dell’immagine, e se trova “molta differenza” assume che quello sia un punto sia a fuoco (e lo illumina in verde). Dal menu Capture One –> Preferenze –> Fuoco è possibile impostare il colore dell’evidenziazione, la sua opacità, ed il valore della Soglia, cioè “quanto deve essere ampia” la differenza di luminosità perché C1 la consideri rilevante ai fini della (valutazione della) messa a fuoco.
Il valore predefinito è 250, che è quanto suggerisce Phase One per le sue fotocamere. Chi utilizza fotocamere con sensori più piccoli (full-frame, APS-C, Quattroterzi…) dovrebbe scegliere valori più elevati; inoltre l’accuratezza dello strumento è anche influenzata dagli ISO utilizzati in fase di ripresa. In breve: bisogna fare un po’ di prove per capire quale sia la soglia migliore per le proprie fotocamere, ed a seconda degli ISO utilizzati.

Destra
Gli ultimi cinque pulsanti sono i seguenti:

Attiva/Disattiva tra Modifica Primaria e Modifica Varianti Selezionate: richiamabile anche dal menu Modifica -> Modifica tutte le Varianti Selezionate, serve a dire a C1 di applicare (nel senso di “incollare” secondo la logica del copia&incolla) le regolazioni in memoria su tutte le varianti selezionate, e non solo alla Variante Primaria. Spieghiamoci con un esempio: supponiamo di aver lavorato su un’immagine, applicando alcune regolazioni (per esempio Esposizione, Bilanciamento del Bianco, Parole chiave) che vogliamo replicare su altre immagini. Poiché C1 non consente di intervenire simultaneamente su più immagini, l’unico modo è affidarsi al copia e incolla degli interventi effettuati. Quindi copiamo in memoria le regolazioni (clic-destro sulla foto e poi Copia Regolazioni; oppure Maiuscolo+CMD+C, oppure dal menu Regolazioni -> Copia Regolazioni, oppure cliccando sulla penultima freccia a destra della barra strumenti), e poi selezioniamo un’altra immagine, che dunque diventa la nostra nuova Variante Primaria; infine, tenendo premuto CMD selezioniamo ulteriori immagini. Ora:

  • se quel selettore è attivo, cioè arancione: facendo Applica Regolazioni vedremo applicata la regolazione in memoria a tutte le immagini selezionate (alla nuova Variante Primaria nonché a tutte le altre varianti selezionate)
  • se quel selettore è disattivo, cioè grigio, facendo Applica Regolazioni la regolazione verrà applicata solo alla nuova Variante Primaria, senza coinvolgere le altre immagini selezionate.

Come nel caso di Copia Regolazioni, il comando Applica Regolazioni si può dare con clic-destro, o dal menu, o da tastiera (Maiuscolo+CMD+V), o con l’ultima freccia in alto a destra.

I due pulsanti successivi servono a ruotare a sinistra o a destra la foto su cui si sta lavorando (ed anche le altre foto selezionate, se è attivo il pulsante precedente).

Il penultimo pulsante, la freccia che punto verso alto-destra, come detto serve a copiare dalla Variante Primaria le regolazioni effettuate (cioè tutti i vari interventi relativi ad esempio all’esposizione, alla nitidezza, alle curve, ecc.); queste vengono memorizzate negli Appunti Regolazioni, accessibili nel pannello strumenti Regolazioni, di cui si parla nell’articolo dedicato a Stili e preset.

L’ultimo pulsante, la freccia orientata verso basso-sinistra, serve ad applicare le regolazioni copiate a tutte le altre varianti selezionate – sempre se, come detto poco sopra, è attivo il pulsante Attiva/Disattiva ecc.
Quando tale pulsante non è attivo, lo ribadiamo, C1 applicherà le regolazioni solo sulla singola foto su cui andremo a cliccare dopo. Poiché questo è un aspetto che spesso mette in crisi chi si avvicina a C1, riteniamo opportuno che sia ben chiaro come funzioni: spendiamo dunque qualche parola e domandiamoci perché C1 agisce così.
Se noi clicchiamo su una foto (senza premere anche CMD), questa diventa la nuova Variante Primaria (bordo bianco spesso), e quindi sarà possibile “incollare” su di essa le regolazioni fatte su un’altra immagine e che si erano copiate in precedenza negli Appunti (parleremo poi in dettaglio della logica delle Varianti a tempo debito).
In pratica, se non premiamo CMD allora ragioniamo con una logica del tipo “una foto alla volta”, per cui non importa se il pulsante Attiva/Disattiva ecc. è attivo oppure no: selezioniamo una foto (e diventa la variante primaria), la lavoriamo, copiamo le regolazioni, selezioniamo un’altra foto (che diventa la nuova variante primaria), applichiamo le regolazioni, e così via.
Se invece, dopo aver copiato negli appunti le regolazioni, clicchiamo su una nuova foto (che diventa così la nostra Variante Primaria) e poi, tenendo premuto CMD, clicchiamo su altre foto, quella che era la (nuova) Variante Primaria resta tale (ripetere con noi il mantra: di Variante Primaria ce n’è una sola), ma, visto che stiamo tenendo premuto CMD, allora stiamo aggiungendo alla nostra selezione ulteriori Varianti (bordo bianco sottile); ecco che entra in gioco il selettore Attiva/Disattiva, perché ci consente di applicare su tutte le altre varianti le regolazioni che abbiamo in memoria, e non solo sulla nuova Variante Primaria.
Infatti, quando clicchiamo sulla freccia che Applica le regolazioni, se il pulsante Attiva/Disattiva è arancione apparirà accanto ad esso un numero che indica quante varianti abbiamo selezionato (e quindi quante immagini stanno per ricevere le regolazioni).

Un’ultima annotazione: se il pulsante non è attivo, si può premere Maiuscolo insieme alla freccia Applica per applicare le regolazioni a tutte le varianti, un po’ come se lo si attivasse temporaneamente.

Personalizzazione della barra strumenti
Quella appena descritta è la disposizione standard dei comandi. Però, così come è possibile personalizzare pannelli e strumenti della colonna di sinistra (abbiamo visto più sopra come), parimenti è possibile personalizzare il contenuto della barra superiore, cliccando col destro e scegliendo Personalizza Barra Strumenti (è anche possibile nasconderla); questo farà apparire una finestra mediante la quale, tramite il consueto drag&drop, è possibile aggiungere, rimuovere ed ordinare i comandi come più si desidera.

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Cliccare qui per visualizzare la foto a piena risoluzione.

Personalizzazione dell’Area di Lavoro
Può accadere che una determinata configurazione dell’area di lavoro vada bene per certe attività e non per altre; detta in altri termini, può benissimo darsi che un utente abbia necessità di ruotare tra due o più tipologie di aree di lavoro. Per esempio può capitare che per lavorare delle foto di paesaggio si usino in prevalenza degli strumenti diversi da quelli che si è soliti adoperare per una sessione di ritratto. Oppure, se più persone fanno uso dello stesso computer, ciascuno potrebbe avere le proprie preferenze su come distribuire i vari strumenti e/o come configurare i vari elementi dell’interfaccia utente. Ebbene, tramite il menu Finestra -> Area di Lavoro è possibile salvare l’area di lavoro come configurata in quel preciso istante, così da poterla richiamare all’occorrenza. Sono anche presenti alcune configurazioni di fabbrica preimpostate, tra cui quella Predefinita.

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La configurazione Migrazione è pensata per chi viene da Lightroom, dal momento che organizza l’interfaccia utente più o meno come il programma di Adobe.
Si noti che le configurazioni di fabbrica non possono essere modificate. Quelle personali sì, è sufficiente salvarle con lo stesso nome; in tal caso C1 chiederà se si desidera aggiornare l’area di lavoro già salvata in precedenza.

Scorciatoie da tastiera
Sfogliando i vari menu si sarà notato che molti comandi possono essere azionati anche tramite scorciatoie da tastiera. Dal menu Capture One -> Modifica Scelte Rapide da Tastiera è possibile accedere ad una maschera nella quale si possono modificare le scorciatoie. Le scorciatoie previste di fabbrica fanno parte del gruppo (set) di default, e non sono modificabili. Scegliendo Crea è possibile creare un nuovo set, che in partenza sarà uguale a quello di default, e poi modificarlo (cioè modificando le scorciatoie che si desiderano). Il tasto Sintetizzazione (pessima traduzione: in inglese è Summarize. L’ho segnalato a Phase One, auspico che nei prossimi aggiornamenti pongano rimedio) fa aprire un file HTML nel quale C1 memorizza le abbreviazioni del set attivo in quel momento.

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Cliccare qui per visualizzare la foto a piena risoluzione.

Menu dei pannelli strumenti
Alla destra di ogni pannello si trovano alcuni simboli che, una volta cliccati, effettuano alcune operazioni od aprono alcuni menu:

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Non tutti gli strumenti presentano tutti i simboli, dunque per questo esempio ne abbiamo scelto uno che li mostri tutti e sei, il pannello dell’Esposizione.
Ecco a cosa servono:

– il punto interrogativo richiama la guida online per quello specifico strumento
– la lettera A esegue una applicazione automatica, sulle immagini selezionate, di quello specifico strumento
– la doppia freccia obliqua serve a copiare (negli Appunti Regolazioni, cioè in una memoria di transito) le regolazioni effettuate; se lo strumento prevede più comandi, è possibile scegliere quali copiare:

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Il medesimo menu consente anche di applicare le regolazioni (copiate in precedenza) sulle immagini selezionate; la stessa operazione (copia&incolla dell’editing effettuato) si può fare cliccando col destro su un’immagine, ed usando i comandi Copia Regolazioni ed Applica Regolazioni. Una gran comodità quando più immagini devono ricevere lo stesso tipo di trattamento. Con Resetta Regolazioni, tutto il lavoro effettuato in C1 viene azzerato e l’immagine ritorna allo stato iniziale, come appena aperta (se ci si è sbagliati, con CMD+Z si annulla l’ultima operazione effettuata, quindi si può annullare il “resetta regolazioni” dato per errore).

– la freccia rivolta verso sinistra consente di ripristinare (nel senso di azzerare) le regolazioni effettuate. Se si tiene premuto ALT, il ripristino dura solo finché si tiene premuto il pulsante del mouse; molto utile per una verifica in diretta di come appare un’immagine con e senza l’effetto di una regolazione
– il simbolo delle tre barrette orizzontali consente di accedere al menu dei Preset. Cosa siano i Preset è spiegato nel dettaglio in questo articolo
– l’ultimo simbolo, quello dei tre puntini disposti in orizzontale, consente di rimuovere quello strumento dal pannello, di impostare le regolazioni applicate come “predefinite” per quella specifica fotocamera; consente inoltre di applicarle (sull’immagine selezionata) o di azzerarle (nel senso di non farle più essere le predefinite).


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