Perché usare Capture One

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“Sei bravo! Non è che avresti un po’ di foto sui trabocchi abruzzesi? Pensavo di farti fare una mostra”.

“Hai visto? Purtroppo è venuta a mancare zia Ildebranda. Potresti recuperare le varie foto che le hai scattato negli anni ai vari compleanni, Pasqua, ecc? Serve sceglierne una adatta, sai, per la lapide…”

“Amoreeeeeeeeeee (1), voglio fare un calendario con le tue tante belle foto di gatti. Mi mandi le 144 migliori tra le quali io sceglierò le 12 da stampare??”

“Ciao carissimo, ci dicono che hai già fotografato diversi matrimoni.  Ci fai vedere i tuoi scatti migliori? Tra qualche mese tocca a noi, dunque pensavamo…”

“Amoreeeeeeeee (2), ti ricordi che un certo anno – non ricordo quale – siamo andati in un certo posto – era la Sardegna, no forse le Lofoten; ah no aspetta, forse era Phuket… Sarà stato mica il Cile? – dove mi facesti quella bella foto al tramonto, no aspetta era l’alba? O forse metà mattina. Comunque stavo con la maglietta verde smeraldo, gli occhiali di Prada e l’orologio Montblanc che mi hai regalato alla laurea. Quella foto lì, comunque. Me la stamperesti?”

“Ti ricordi com’era la villetta di zio Mario a Sperlonga, dove siamo andati tante volte in vacanza, prima della ristrutturazione? Avresti mica qualche foto di com’era prima dei lavori?”

Prima o poi, domande come queste capitano a tutti gli appassionati di fotografia. Pena la cessazione immediata di ogni legame familiare o sentimentale, è bene essere pronti, anziché evitare di rispondere dandosi alla fuga o adducendo svenimenti improvvisi.

In breve: si dovrebbe essere in grado di fare delle ricerche all’interno del proprio archivio di immagini, per poter localizzare le foto che, per qualche ragione, ci serve individuare.

Questi sono in generale i motivi non professionali per cui serve un DAM, cioè un programma che consenta di creare e gestire un archivio di immagini. Ho scritto non professionali perché do per scontato che un fotografo professionista non abbia bisogno che io gli spieghi perché dovrebbe avere cura del suo archivio di fotografie, che sono l’unica cosa che lo separa dall’indigenza.

Scattare foto è facile, così come lo è accumularle man mano nelle solite cartelle in ordine (solitamente) temporale. Ben altra cosa è però avere il controllo del proprio archivio di immagini, così da essere in grado di rispondere a domande come quelle riportate più sopra, che sono scherzose ma non troppo.
Se è importante essere in grado di individuare una o più foto relative a specifici argomenti, generi, soggetti, circostanze di ripresa, e quant’altro, allora è il caso di usare un DAM.

Ritratti in bianconero, paesaggi innevati, pescatori, tramonti in spiaggia, castelli medievali, mercatini di Natale, campi di lavanda: si fotografa un po’ di tutto, e può capitare di aver bisogno, un giorno, di effettuare una selezione per una mostra, per un concorso, per arredare una sala, per prepararsi ad una lettura portfolio, per ragionare su un libro fotografico autoprodotto, ecc.

Avete tempo e voglia di spulciare tutto il vostro archivio, cartella per cartella, ricercando le foto che rispondono ogni volta ai criteri della vostra ricerca? Auguri. Evidentemente avete tanto tempo e poche foto.

Per tutti quelli che hanno meno tempo e tante foto, esistono i DAM. Capture One ha delle funzionalità di DAM, e nei prossimi articoli ne parlerò.


 

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