Capture One: a che serve, quali file supporta

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Capture One è un RAW converter nonché un DAM.
E già qui qualcuno potrebbe commentare: “Bene. Compro una vocale!” In effetti non avrebbe torto. Dunque, riproviamo. Capture One è un programma che fa due cose:
– sviluppare ed elaborare i file RAW
– offrire all’utente un sistema per creare, gestire ed organizzare un archivio di immagini.

Questa seconda funzionalità lo fa definire appunto un DAM (Digital Asset Manager); non dei più potenti (esistono programmi che fanno solo quello, quindi lo fanno meglio), ma comunque della categoria.

Penso sia utile spendere qualche parola anche sulla prima definizione, che poi è la funzionalità principale di Capture One: è uno sviluppatore RAW (a volte programmi simili vengono anche detti convertitori RAW, perché in inglese si chiamano RAW Converter. Non stiamo a fare sofismi, vanno bene entrambe le definizioni), non un programma di fotoritocco.
Qual è la differenza? La differenza è che un programma di fotoritocco modifica i file su cui lavora (in altre parole, va fisicamente a scrivere, cioè a modificare, i pixel di cui un’immagine digitale è composta), mentre uno sviluppatore RAW non lo fa.
Un RAW converter recepisce gli interventi decisi dall’utente (esempio: Esposizione +1, Saturazione -2, Bilanciamento del bianco a 3000 Kelvin…) e mostra all’utente come verrebbe la foto in seguito a quegli interventi, senza però mai modificare il RAW di partenza. Gli interventi effettuati vengono memorizzati esternamente al file immagine.
Se all’utente un certo tipo di lavorazione sta bene, il convertitore RAW genera un altro file (di solito in formato TIF o JPG), sul quale a quel punto si inizia con il fotoritocco vero e proprio, quando necessario, in un altro programma. Ma il RAW generato dalla fotocamera rimane com’è. All’atto pratico è come se fosse un file che è possibile solo leggere, ma non modificare. Ecco perché quando ci si riferisce alle lavorazioni su un file RAW si parla di editing non distruttivo (in questo caso editing significa post-produzione, non va inteso nell’accezione tipica del fotogiornalismo).

Per completezza, aggiungiamo che oltre ai file RAW Capture One è in grado di gestire anche i file JPG e PNG, nonché TIF e PSD a 8, 16 e 32 bit; anche in questi casi le elaborazioni effettuate non alterano mai l’immagine originale, ma sono solo memorizzate ed utilizzate per l’anteprima (per far vedere all’utente il risultato in tempo reale dei suoi interventi) e per la creazione del file di uscita.
Attenzione: non è possibile lavorare i file TIF o PSD se sono in CMYK, così come non sono lavorabili i file TIF/PSD/JPG/PNG in scala di grigio. Si possono importare, visualizzare, organizzare, ma non modificare.

File con livelli
Può capitare di voler lavorare (o anche solo importare) in Capture One dei file elaborati in Photoshop usando i livelli, e salvati in formato TIF oppure PSD. Si può fare, purché nelle Preferenze di Photoshop si sia abilitata l’opzione Massimizza Compatibilità per file PSD/PSB. In ogni caso, una volta importata l’immagine in Capture One, non sarà possibile lavorare sui vari livelli (un po’ come quando in Photoshop si usa il comando Unico Livello). Però se si clicca col destro e si sceglie “Apri con…”, il file verrà aperto in Photoshop ed i livelli saranno ancora lì, integri (Capture One non modifica mai i file originali).
Si noti che se invece di “Apri con” si sceglie “Modifica con”, l’immagine verrà aperta in Photoshop ma i livelli saranno spariti. Questo perché con “Modifica con” Capture One genera un altro file (una “Variante” dell’originale. Per una spiegazione di cosa siano le varianti fare riferimento a questo articolo), in formato PSD/TIF (a seconda del file di partenza). Il file originale multilivello rimane intatto in Capture One, ed al termine della nostra sessione di lavoro in Photoshop troveremo in Capture One sia l’originale (multilivello) che la variante “monolivello” da lui creata. Ulteriori dettagli si trovano in questo articolo.

File DNG
Il formato DNG è uno standard lanciato da Adobe nel tentativo di uniformare i vari formati RAW in commercio (infatti la sigla sta per Digital NeGative). I file RAW di molte fotocamere possono essere convertiti in formato DNG usando il programma gratuito Adobe DNG Converter. Con Capture One si possono importare e lavorare i file DNG, ma la rispondenza cromatica tra il DNG aperto in Adobe Camera Raw o Lightroom e lo stesso file visualizzato in Capture One può essere, a volte, poco soddisfacente, dal momento che Capture One, non avendo accesso al RAW originale, usa un profilo ICC generico (si chiama DNG File Neutral).
La situazione migliora se in fase di creazione del DNG l’utente ha scelto di incorporare il RAW originale nel file DNG. In questo caso (e se Capture One supporta i RAW della fotocamera utilizzata) non ci saranno problemi nella gestione del colore.
I file RAW di alcune fotocamere in diretta concorrenza con quelle di Phase One (le medioformato di Fuji, Hasselblad, Pentax…) non sono supportati, neanche quando convertiti in DNG.

Capture One e gli altri
Chiarito questo, poiché nel campo dell’elaborazione digitale delle immagini lo standard de facto è il mondo di Adobe, useremo i software di Adobe come termine di paragone; ebbene, Capture One equivale a Lightroom.

Quindi Capture One è diverso da Camera Raw, che è solo un convertitore RAW; Camera RAW infatti non ha funzioni di DAM, né di fotoritocco.
Capture One è anche diverso da Photoshop, che è il re del fotoritocco, ma è privo di funzioni di DAM; inoltre Photoshop non gestisce direttamente i file RAW, per i quali infatti si appoggia ad un componente dedicato, appunto Adobe Camera Raw (lo stesso convertitore alla base di Lightroom).

Queste precisazioni terminologiche non sono superflue: servono invece a capire di che cosa si sta parlando, e ad evitare fraintendimenti. Capita spesso di incappare, infatti, in domande del tipo: “Ho sentito parlare di Capture One, lo posso usare al posto di Photoshop?” Ebbene, la risposta può essere sì oppure no, a seconda di che cosa si faccia normalmente in Photoshop. Molte delle operazioni effettuabili in Photoshop si possono fare anche in Capture One, e magari anche meglio visto che sono non distruttive (a meno di non lavorare con tanti livelli in PS); ma moltissime altre cose che Photoshop può fare non possono essere fatte in un convertitore RAW. Your mileage may vary, direbbe un ammericano (la doppia M è d’obbligo); ma io sono italico, per non dire magnogreco, quindi preferisco chiudere con un più classico unicuique suum.


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